Non so se qualcuno di voi ricorda la rivista Internet Magazine.

Io sì, me la ricordo bene.

Ogni volta che usciva un nuovo numero volavo in edicola per acquistarla.

Perché ne parlo?

Perché Internet Magazine rappresenta il mio primo contatto con Internet, con i siti web e i motori di ricerca.

Era l’anno 1997 e Google ancora non esisteva.

Il motore di ricerca più utilizzato a quei tempi era Altavista.

Di Altavista ho solo un lontano ricordo, ma conservo ancora intatto il titolo dell’articolo che spiegava cosa era l’ottimizzazione per i motori di ricerca e come posizionare in prima pagina il proprio sito.

In pratica era la mia prima lettura a proposito della SEO (Search Engine Optimization).

Posso dirlo, si è trattato di un colpo di fulmine.

Dal quel giorno in poi, ho sempre avuto la passione di capire come funzionavano i motori di ricerca e come era possibile raggiungere la prima posizione.

Sono tempi che ricordo con nostalgia.

Raggiungere la prima pagina era davvero facile, bastava essere un po’ smaliziati.

Ora è tutto diverso, dannatamente diverso.

Tuttavia, non disperare, perché in questo articolo spiegherò due cose fondamentali per creare un progetto di successo:

  1. Le strategie che funzionano
  2. Il metodo per farlo

Quando parlo di strategie (o tecniche seo) mi riferisco a tutte quelle azioni che vanno applicate alle pagine che realizzo.

Queste azioni devono essere intense come le fondamenta del progetto che si intende sviluppare.

Quando invece parlo di metodo, intendo dire che le strategie che seguo devono essere applicate in un determinato modo e seguendo un flusso di lavoro che mi permette di avere sempre grandi soddisfazioni.

Fare Seo non è difficile, basta dare a Google, e agli utenti, quello che vogliono.

Nel corso di questa guida racconterò cosa vuole Google e cosa vogliono gli utenti.

E per farlo, parlerò di un progetto personale che mi ha permesso di generare 70.000 visite al mese in pochi mesi.

Credimi: questi risultati li puoi ottenere anche tu.

Basta leggere questo articolo fino in fondo 🙂

Però devi farmi una promessa.

Non c’è guida al mondo che da sola possa farti diventare un esperto se non dai seguito a quello che apprendi mettendolo in pratica!

Ecco, la chiave di tutto è rappresentata da questa parola: pratica.

Se non passi dalla teoria alla pratica, allora, anche la lettura di questo articolo, sarà inutile.

Metti in pratica le cose che leggi e impara dai tuoi errori.

Così ho fatto io, così devi fare pure tu.

NOTA BENE: si tratta di un articolo lungo 7300 parole. Se preferisci puoi scaricarlo in formato pdf per leggerlo con comodo.

Per procedere clicca su uno dei pulsanti che seguono:

1 – Per chi è stata scritta questa guida Seo?

Quello che voglio fare con questo articolo è realizzare un guida seo che serva come riferimento per iniziare a realizzare siti che ottengano visibilità su Google.

Ed ho per questo pensato ad un guida suddivisa in sezioni, ognuna delle quali possa essere pensata coma a delle tessere che fanno parte di un puzzle più complesso.

Non mi piace leggere articoli fuffa, né mi piace scriverli.

Quindi, giuro, che dalla prossima sezione passerò alla descrizione pratica di tutte le tessere che compongono quella che è la mia strategia.

Tuttavia, trovo necessario scrivere questa introduzione, per spiegare un po’ quale è stato il mio percorso e quale è il mio approccio quando mi metto al lavoro.

Per questo motivo, questa guida, non deve essere intesa come una guida per principianti.

Credo sia molto di più.

Perché penso contenga dei riferimenti che possono risultare utili per utenti con diversi livelli di esperienza.

Le strategie di cui parlo sono quelle che aiuteranno a posizionare il tuo sito in cima ai risultati di Google.

Se sei alle prima armi, leggendo questa guida, comprenderai quali sono i fattori più importanti di posizionamento.

Se sei invece un utente esperto, la mia speranza è che continuando a leggere, troverai dei spunti interessanti che potrai aggiungere al tuo arsenale e al tuo metodo di lavoro.

Sono convinto che la parte che riguarda la Seo On Page, sorprenderà anche alcuni esperti.

I fattori di posizionamento, come ammette la stessa Google, sono davvero tanti, ma quelli che sono in grado di dare una vera e propria spinta sono pochi.

Ed è su questi che mi sono concentrato.

2 – Ricerca Parole Chiave

Ho scritto tante volte articoli sull’importanza della ricerca delle parole chiave, e ogni volta che ne inizio uno nuovo, dico sempre la stessa cosa.

La ricerca delle parole chiave è certamente la prima e, forse la più importante fase, dalla quale dipende il successo di un nuovo progetto.

Devo essere però sincero, con il tempo l’approccio a questa fase è cambiato.

Qualche anno fa, la cosa a cui prestavo più attenzione era il numero di ricerche per singola parola chiave, ora invece mi concentro di più sul volume di ricerche generate da un argomento.

Mi spiego meglio.

C’era un periodo in cui Google premiava pagine super specifiche riguardo ad una determinata keyword, ora invece le cose sono cambiate.

Google premia di più pagine che trattano un determinato argomento in modo più esauriente possibile.

Questo significa che il mio approccio qualche anno fa era quello di realizzare delle pagine che ruotavano intorno a una singola keyword (esempio: dieta detox 15 giorni), mentre oggi realizzo delle pagine che siano complete e che cerchino di trattare in modo completo un argomento (esempio: dieta detox).

La conseguenza di questo è che nel secondo caso, sono in grado di rendere visibile la pagina per un numero complessivo di ricerche notevolmente più alto.

Vuoi un esempio pratico e reale?

Ricordi quando dicevo che avrei paralato di un mio progetto personale?

Un progetto da 70.000 visite mensili?

Il progetto, o meglio il sito, è Vailo.it, per cui ho realizzato una pagina sulle diete detox che è posizionata in prima pagina per oltre 20 parole chiave. Complessivamente, queste parole chiave, generano oltre 30.000 ricerche ogni mese.

Quella che segue è uno screenshot che ho preso da SeoZoom, un tool che non deve mancare se decidi di fare Seo sul serio.

Come vedi, la pagina in questione è posizionata nelle prima 10 posizioni per keyword molto ricercate:

Ricerca Parole Chiave

Fatta questa premessa, entriamo nel dettaglio.

Se non conosci quali sono le parole chiave più importanti per la tua attività o progetto, sei sicuramente nei guai.

Scegliere le keyword sbagliate è un po’ come cercare di invitare potenziali clienti fornendo un indirizzo sbagliato.

Nessuno ti troverà.

Partire con il piede sbagliato ti costerà tempo e denaro.

Prima di passare alla ricerca vera e propria, voglio ad accennare ad alcune caratteristiche che valuto sempre nelle parole chiave che individuo.

2.1 – Rilevanza delle parole chiave

La rilevanza delle parole chiave è semplice.

L’obiettivo di Google è quello di fornire ai propri utenti pagine web che siano il più rilevanti possibile con la ricerca effettuata.

E’ chiaro che se stai cercando informazione su una dieta detox, non vorresti finire su un sito che parla di dieta Dukan, giusto?

Ora, il concetto di rilevanza è qualcosa di più complesso, ma è fondamentale capirlo.

Ritengo infatti che la rilevanza sia uno dei fattori più importanti in assoluto che Google considera per stabilire il posizionamento delle pagine.

Tanto per essere chiari, tra due pagine che parlano dello stesso argomento, che da un punto di vista seo sono da considerarsi identiche, quella che otterrà un posizionamento migliore sarà quella che farà parte di un sito più strettamente collegato all’argomento che hai scelto.

Compreso cosa significa rilevanza?

Se non è così, segui questo ragionamento.

L’obiettivo di questa pagina è di essere visibili principalmente per termini come Seo e Guida Seo.

Si tratta di termini molto competitivi e, per questo motivo, sono sicuro che appena la pagina sarà stata pubblicata, non raggiungerà nemmeno le prime 50 posizioni.

Allora penserai, di cosa stai parlando?

Ora cerco di spiegarlo.

Fare campagne seo significa applicare delle strategie che avranno il loro effetto nel medio e lungo periodo.

E questo è quello che sto facendo con il sito Matico.io

Oggi, non pretendo di essere visibile per keyowrd così competitive, ma spero di esserlo tra 7 o 8 mesi.

Per raggiungere questo obiettivo devo rendere il sito autorevole e rilevante.

Lasciando da parte per il momento il significato di autorevole, per rendere rilevante il sito, dovrò pubblicare tantissimi articoli che riguardano la seo.

Dovrò in pratica sviluppare l’argomento seo sotto ogni punto di vista e attraverso tutte le sue sfaccettature.

Questa è l’unica strada per rendere un sito rilevante rispetto ad un determinato argomento.

E Google questo lo capisce!

2.2 – Volume esatto di ricerche

Conoscere quali sono le parole chiave di riferimento per il tuo sito, come detto in precedenza, è fondamentale.

Sapere però il numero esatto di ricerche mensili per ogni singolo termine lo è ancora di più.

Ragioniamo ora sulle keyword intorno alle quali sto costruendo questa guida:

  • Seo
  • Posizionamento Seo
  • Ottimizzazione Seo
  • Guida SEO

La prima keyword genera 14.800 ricerche mensili, la seconda e terza 480, l’ultima solo 260.

Questi numeri mi servono proprio per quello che voglio spiegare.

Se io non li conoscessi, non saprei a quali argomenti dare la precedenza e quali trattare con maggiore attenzione.

Ecco perché è importante sapere quali sono le keyword pertinenti con il tuo sito, ma anche sapere quali tra quelle sono le più importanti.

Per scoprire questi valori utilizzo (anzi utilizzavo, e tra poco ti spiego perché) Google Keyowrd Planner.

Grazie a questo strumento riesco a farmi un idea di quanto detto fino ad ora.

Basta inserire la keyword di riferimento e osservare i risultati.

Purtroppo però, Google ha da poco modificato il tipo di risposta fornita.

In precedenza dava un valore molto realistico del numero di ricerche effettuato per ogni singola keyword.

Ora invece fornisce solo degli intervalli di ricerche.

Fortunatamente ho trovato un servizio alternativo che è ancora in grado di dare dei valori più attendibili.

Sto parlando di SeoZoom.

Le immagini che seguono, mi consentono di spiegare meglio questo discorso:

Ricerca fatta tramite Google Keyowrd Planner per il termine seo milano

Ricerca fatta tramite SeoZoom

Nel primo esempio, ottengo un intervallo di valori che vanno da 1.000 a 10.000, nel secondo caso ho un valore molto più vicino alla realtà.

E non si tratta di una differenza di poco conto.

2.3 – Competitività delle keyword

Ora che conosco le keyword che mi interessano e la loro importanza, faccio un step ulteriore.

Cerco di capire quanto sia difficile posizionare le keyword che fanno parte della mia lista grazie al calcolo della competizione di ognuna di esse.

Tieni presente però che non è possibile pensare di posizionare il proprio sito per  qualsiasi keyword.

Alcune di esse potrebbero essere davvero competitive.

Per questo, cerco di calcolare in anticipo, il livello di competitività di ognuna di esse per capire quali sono le keyword che posso posizionare con facilità e quelle che richiederanno più tempo.

Per fare questo utilizzo due metodi, il primo gratuito, il secondo no.

Il metodo a pagamento, che è poi il secondo, me lo fornisce sempre SeoZoom.

Come vedi dall’immagine che segue, uno dei valori che questo strumento seo è rappresentato dalla colonna KD (keyword difficulty).

Come vedi, la colonna KD esprime dei valori che vanno da 0 a 100.

Per esperienza, le parole che hanno un valore KD sotto 50 sono relativamente facili da posizionare.

Nel caso in cui non disponi di un account pro con SeoZoom, ecco come puoi procedere.

Si tratta di un metodo empirico, veloce, ma che devi prendere con molta cautela.

Dopo aver effettuato una ricerca, vado a valutare i primi 10 risultati che Goolge restituisce.

In particolare, per ogni singola pagina, vado ad analizzare i seguenti elementi:

  • Contenuto: la pagina è sviluppata intorno alla keyword che sto analizzando oppure ad altre?
  • Titolo: il titolo contiene la keyword in questione?
  • Url: l’indirizzo della pagina contiene la keyword?
  • Rilevanza: il sito posizionato è sviluppato completamente intorno alla keyword?
  • Home Page: la pagina suggerita da Google è la home page, oppure una pagina secondaria?
  • Età del sito: il sito è anziano o è giovane?
  • Tipo di sito: si tratta di un blog cero e proprio, oppure di un forum, un sito di domande e risposte, o directory a tema?

Rispondere sì a queste domande significa avere a che fare con un sito competitivo. Rispondere no, significa avere un sito che non è molto competitivo.

Se dei 10 risultati che ottieni, ce ne sono almeno 3 o 4 che non risultano essere competitivi, allora posso pensare che ci sia lo spazio per realizzare una pagina che possa raggiungere le prime 10 posizioni.

NOTA BENE: ripeto, questo è un metodo solo indicativo e che va preso con tutte le cautele del caso.

Fortunatamente però ci sono degli strumenti gratuiti per ottenere velocemente la competitività di una keyword.

Per conoscerli, clicca sul link che segue:

CALCOLO DIFFICOLTA’ KEYWORD

2.4 – Parole Chiave dei competitori

Ci sono molti modi per individuare le keyword più adatte al tuo progetto.

Uno di questi è capire quello che stanno facendo i tuoi competitori.

Si tratta di una strategia un po’ aggressiva, ma del tutto legale.

In questo caso però, te lo anticipo, il modo migliore è quello di acquistare dei pacchetti a pagamento di servizi come SeoZoom, oppure SemRush.

Fortunatamente, anche degli account gratuiti, consentono di ottenere delle informazioni del genere, ma saranno molto meno approfondite e dettagliate.

Per procedere con SemRush, ad esempio, collegati con l’home page, assicurati di scegliere la nazione di riferimento, inserisci il nome di dominio e controlla i risultati.

Questa strategia potrebbe farti scoprire delle keyword a cui non avevi ancora pensato.

2.5 – Intento di ricerca delle kewyord

Non tutte le keyword sono uguali, questo è chiaro.

E’ indispensabile comprendere il valore delle keyword che compongono la tua lista .

Se decidi di avviare un progetto attraverso il quale desideri vendere dei prodotti, dovrai prestare un’attenzione particolare alle keyword che hanno un intento commerciale.

Secondo te, tra le due keyword che seguono, quale ha un valore commerciale superiore?

“La storia della Fiat 500”

oppure

“Miglior prezzo Fiat 500”

Non c’è bisogno di rispondere, vero?

La prima non esprime nessun intenzione di acquisto da parte di chi effettua la ricerca.

Mentre la seconda esprime invece un chiaro interesse dell’utente che si sta informando sulla possibilità di acquistare l’autovettura.

La seconda ricerca inoltre indica chiaramente che l’utente ha un problema che intende risolvere.

Vuole sapere chi può offrire il prezzo migliore per la Fiat 500.

Se sarai in grado di posizionarti per quella keyword, e contestualmente sarai in grado di dare la migliore risposta in funzione della ricerca dell’utente, allora avrai trovato la chiave giusta per generare delle vendite online.

3 – Come impostare la struttura del sito e link interni

Per spiegare questo sezione utilizzerò un termine che solo alcuni conoscono, altri no.

Il termine a cui faccio riferimento è silo

E’ un verbo inglese (to silo) la cui definizione è: isolare (un sistema, un processo, un dipartimento, ecc.) dagli altri.

Perché questa definizione è utile per spiegare il tipo di struttura che applico quando voglio realizzare un sito web?

Adesso lo spiego.

I motori di ricerca, e Goolge in particolare, amano quei siti che consentono loro di identificare facilmente il contenuto e gli argomenti che trattano.

Siti web con contenuti non organizzati a dovere, complicano la vita ai motori di ricerca.

La conseguenza di questa difficoltà è che il sito in oggetto difficilmente otterrà un buon posizionamento e quindi visibilità.

Applicare quindi, il concetto di silo al tuo progetto web, significa creare più sezioni differenti all’interno di esso e contestualizzarle nel migliore dei modi.

Ora facciamo degli esempi che spero chiariscano meglio il concetto.

Supponi che il tuo sito si occupi di macchine di caffè Bialetti.

Lo schema che segue, è una rappresentazione grafica e semplificata di come andrei a realizzare un sito del genere.

Ottimizzazione Seo e Struttura Silo del sito semplice

Ora, per organizzare nel modo corretto il contenuto di questo semplice sito, sarà sufficiente creare una home page e quattro pagine che fanno riferimento a macchine da caffè specifiche.

E’ ovvio, il sito potrà essere molto più complesso e corposo di quello mostrato nell’immagine precedente, ma limitando il discorso all’esempio in questione, spero di rendere la spiegazione più semplice possibile.

La home page, sarà una pagina iniziale in cui potrei, ad esempio, parlare dei benefici e dei vantaggi di una macchina da caffè Bialetti.

Mentre, per quanto riguarda le pagine prodotto rappresentate dalle figure grigie, il contenuto e le immagini che andrò ad inserire, descriveranno nei dettagli le caratteristiche delle macchine di cui ho deciso di occuparmi.

Come posso collegare, nel migliore dei modi, i contenuti tra di loro?

3.1 Con l’uso strategico dei link interni.

In pratica, quello che faccio è di collegare la prima pagina prodotto (BIALETTI DIVA CF70) alla seconda(BIALETTI CUORE CF80), la seconda alla terza e così via. Per farlo, inserisco il link all’interno del testo della pagina, non limitandomi ai link contenuti nel menu di navigazione o presenti nella sidebar.

Inoltre, sempre nelle pagine prodotto, inserisco due link verso la home page.

Perché due link?

Perché in questo modo voglio far capire che la home page è la pagina più importante del mio sito.

Se riprendi l’immagine, dovrebbe essere tutto chiaro.

Se non è così, scrivi nei commenti, ti risponderò subito.

3.2 Come realizzare strutture silo più complesse.

Cosa succede nel caso di un sito molto più complesso?

Succede quello che viene mostrato nell’immagine che segue:

Ottimizzazione Seo e Struttura Silo del sito

Il concetto che sta dietro la struttura a silo non cambia nel caso si vada a realizzare un sito web complesso.

Anzi!

La struttura a silo viene esaltata nel caso in cui il sito si occupi di tanti argomenti correlati tra di loro come rappresentato dall’immagine precedente.

Il sito rappresentato dall’immagina non è più specifico alle macchine Bialetti, ma potrà occuparsi di altre marche come Illy, Lavazza, e Nespresso.

In questa situazione, una particolare attenzione la devi tenere quando inserirai i link per collegare le pagine tra di loro.

La definizione di silo è proprio quella di isolare argomenti specifici rispetto ad altri.

Quindi, sarebbe un errore se metti un link sulla pagina BIALETTI MOKONA verso la pagina Nespresso, oppure verso la pagina prodotto LAVAZZA FANTASIA.

Se dovessi operare in questo modo, rischi di diluire la forza di uno specifico argomento all’interno di un sito complesso che parla di macchina da caffè.

Spingendo ancora oltre questo concetto, se nel blog del tuo sito dovessi scrivere, un articolo su come preparare al meglio un caffè utilizzando la LAVAZZA JOLIE, ricorda di mettere un paio di link verso la pagina prodotto LAVAZZA JOLIE, e un link verso un altro articolo scritto sempre intorno alla macchina LAVAZZA JOLIE.

L’immagine che segue, spiega esattamente questo concetto.

4 – Seo On Page

Sebbene quella che stai leggendo è una guida sull’ottimizzazione seo, ti dico subito che, secondo la mia esperienza, i tecnicismi seo, a cui ero abituato a pensare in passato, sono sempre meno influenti sul risultato finale.

Su Vailo.it, riesco a posizionare in prima pagina una specifica keyowrd, senza badare a quello che scrivo nel titolo della pagina, nel tag titile e nel tag description….

Proprio come ogni aspetto della Seo, la parte che riguarda le pagine del sito, è notevolmente cambiata negli anni.

Per me fare seo oggi significa realizzare contenuti di qualità organizzati nel migliore dei modi!

Fatta questa premessa, che forse avrà fatto sobbalzare qualche esperto seo sulla sedia, vado a parlare di quella che è la Seo On Page.

E sopratutto di quelle cose che realmente sono importanti e che sono ancora in grado di dare una spinta decisiva ai tuoi risultati.

Gli aspetti più importanti della Seo sono quelli basici: titolo della pagina (H1 e/o Title Tag), introduzione, sub heading (H2/H3), url, e in fondo meta description…..

L’ordine in cui riporto questi fattori corrisponde più o meno alla loro importanza (in senso decrescente), ma anche da come me ne occupo da un punto di vista operativo.

Infatti, la prima cosa di cui mi occupo è quello che segue.

4.1 – Titolo della pagina

Il titolo della pagina è probabilmente la prima parte del contenuto che leggi quando visualizzi una pagina.

Tieni presente che, se realizzi il tuo sito utilizzando WordPress, il titolo della pagina può coincidere sia con il tag title che con il tag h1. Ovviamente, se lo desideri, attraverso uno dei seo plugin di wordpress, puoi anche andare a modificare singolarmente i tre campi.

Io raramente lo faccio.

Facciamo un esempio pratico. Quando ho iniziato a scrivere questa pagina, ho inserito come prima cosa il titolo:

Ottimizzazione Seo: ecco la guida per ottenere 70.000 visite al mese

L’unica regola è che devi limitare il numero massimo di caratteri a 70.

Se vai a vedere il codice della pagina, vedrai che il testo sopra indicato lo trovi nel tag title, nel titolo della pagina e nel tag H1.

Con una fava prendo….tre piccioni 🙂

Questo campo è probabilmente il singolo fattore on page più importante. In molti non lo sfruttano a dovere e per questo, solo ottimizzando il titolo, potresti vedere importanti miglioramenti nelle posizioni della pagina rispetto ai tuoi competitor.

Perché è così importante?

Perché il titolo descrive a Google, e ai potenziali visitatori, di cosa parla la pagina.

Il titolo è il testo che Google mostra nei propri risultati. Ecco perché è così importante. Perché riveste anche un ruolo importantissimo nel convincere un utente a cliccare sul tuo risultato piuttosto di chi ti precede o ti segue.

La regola che seguo per realizzare un titolo è semplice: cerco di inserire, oltre la keyword principale, anche altre strettamente collegate tra di loro senza però compromettere la capacità di attirare l’attenzione del titolo.

Ecco un titolo che mi ha permesso di ottenere la prima posizione in pochissimo tempo per una pagina che genera oltre 4000 visite al mese.

L’immagine precedente mostra le principali keyword per le quali la pagina è visibile, la posizione e il numero di ricerche mensili per ciascuna di esse.

Come vedi, non mi sono limitato ad inserire nel titolo solo delle keyword, ma ho anche inserito una frase (Io l’ho provata e ti dico che….) che crea curiosità, e questo, ti posso assicurare, è stato un’altro boost importante per risultati eccellenti.

Ti ricordi quando ho detto che ora Google preferisce le pagine che parlano in modo più completo possibile un determinato argomento?

Questa pagina è proprio la dimostrazione di quello che stavo dicendo.

Sono oltre 50 le keyword per le quali la pagina è in prima posizione, e sono 92 le keyword per le quali la pagina è tra i primo 50 risultati.

Le vuoi conoscere tutte per capire esattamente come ho ottenuto questi risultati?

Clicca sul link che segue:

LISTA COMPLETA KEYWORD 

4.2 – Introduzione

L’introduzione non è altro che l’insieme di frasi iniziali che inserisco nella pagina.

A seconda della lunghezza dell’articolo potrà essere più o meno lunga.

Come nel caso del titolo della pagina, l’introduzione ha una doppia valenza: la prima è quella di rafforzare l’importanza delle keyword già comprese nel titolo (aggiungendone anche delle altre) e la seconda è quella di incuriosire il lettore che voglio che continui la letture dell’articolo.

Per fare questo, da una parte metto in neretto le keyword di riferimento, e poi utilizzo 3 schemi che mi servono per stimolare la curiosità e l’attenzione del lettore.

Questi schemi, o metodi, sono:

  • Metodo 1 – Metodo Domanda e Risposta
  • Metodo 2 – Metodo C.P.A.
  • Metodo 3 – Metodo Ponte

Vediamoli nel dettaglio.

Metodo Domanda e Risposta: questo consiste nel fare una domanda al lettore relativamente alla ricerca che lo ha appena portato sulla tua pagina.

Un esempio potrebbe essere:

DOMANDA: Sei incuriosito dalla seo e stai cercando di conoscere il modo migliore per ottimizzare il tuo sito?

RISPOSTA: Allora, sei arrivato nel posto giusto, non solo ti svelerò cosa significa ottimmizzazione seo, ma ti fornirà una vera e propria guida su come applicare queste strategie a qualsiasi progetto tu decida di iniziare.

Metodo C.P.A.: il secondo metodo si sviluppa in tre fasi, e più precisamente su comprensione, promessa e anticipazione (da cui l’acronimo C.P.A.).

Nella prima fase esprimi comprensione e condivisione con il lettore che si trova difronte ad un problema specifico.

Nella seconda fase fai una promessa al lettore dicendoli che sai esattamente come risolvere il suo problema.

Nella terza fase dai un’anticipazione di come sarai in grado di risolvere il problema che affligge il lettore.

Esempio:

C: So perfettamente come ti senti, hai passato tanto tempo a scrivere gli articoli per il tuo sito ma nessuno lo visita.

P: E se ti dicessi che io sono in grado di dirti esattamente cosa devi fare per rendere le tue pagine davvero visibili su Internet?

A:  Allora leggi questo articolo, perché sto per svelarti come ottimizzare le pagine del tuo sito per battere tutti i tuoi competitori.

Metodo Ponte: fai capire al lettore quali sarebbero i benefici e i vantaggi di saper posizionare le proprie pagine su Google (posizione A). Poi fai capire al lettore che però lui si trova in una situazione ben diversa, situazione nella quale non sa come orientarsi (posizione B). A questo punto, per spingere il lettore a continuare la lettura, dovrai fornire il ponte che consenta di andare dalla posizione B alla posizione A. Il ponte è l’articolo che sta leggendo il lettore.

Esempio:

Posizione A: Pensa a quanto sarebbe bello, e remunerativo, posizionare i tuoi prodotto davanti a quelli dei tuoi competitori.

Posizione B: Purtroppo però è vero il contrario perché le tue pagine e i tuoi prodotti sono posizionati oltre la 20 posizione.

Ponte: Non disperare, perché l’articolo che stai per leggere, ti darà tutti gli strumenti per ribaltare completamente la situazione.

4.3 – Sotto titoli

I tag heding (o sottotitoli) hanno una doppia valenza.

La prima è che il corretto uso dei tag heading (o sottotitoli) consente a Google di capire l’importanza di tutte (o quasi) le keyword che utilizzi.

La seconda è che ci sono alcuni lettori, che non hanno il tempo e la voglia di leggere tutto il testo. Per rendersi velocemente conto se la pagina sia di reale interesse, “scannerizzano” velocemente leggendo attraverso la lettura dei titoli delle varie sezioni.

Ecco perché i sottotitoli sono importanti, sia per Google che per i lettori.

I tag H1 e H2 sono tra i fattori di posizionamento più importanti.

E per sfruttarli al meglio uso un ragionamento molto semplice.

Nel tag H1, che spesso coincide con il titolo della pagina, inserisco la keyword più importante.

Nei tag H2, e qualche volta H3, inserisco le altre keyword che ho individuato e che sono strettamente collegate con la principale.

Quando Google indicizza la pagina, cerca di individuare l’argomento del suo contenuto. Questo lo riesce a fare estraendo dal testo delle frasi e delle keyword.

Uno dei metodi per farlo è quello di andare ad analizzare il contenuto dei tag heading.

Ovviamente il tag H1 avrà maggiore importanza del tag H2 che avrà a sua volta maggiore importanza del tag H3.

Razionalizzare l’uso dei tag heading è molto semplice se utilizzi un cms come WordPress, altrimenti potrai riuscirci lo stesso, anche se con un po’ più di fatica.

4.4 – Url (Uniform Resource Locator)

Ti avevo già accennato che secondo me fare seo è un discorso sempre semplice e meno tecnico?

Per questo faccio un esempio molto pratico.

Ecco come organizzare una url nel modo sbagliato:

http://matico.io/ottimizzazione-seo-ecco-la-guida-per-ottenere-70000-visite-al-mese

Ecco invece quello corretto:

Ottimizzazione Seo: ecco la guida per ottenere 70.000 visite al mese

Le keyword nella url hanno una valenza sempre minore, allora utilizza solo la keyword principale e cerca di creare url corte.

Questo è Google che lo dice!

4.4 – Meta Tag Description

La meta description non è più un fattore di ranking; da diverso tempo.

Spesso e volentieri, Google non la mostra nemmeno nei propri risultati.

Per i due motivi appena anticipati, l’unica cosa che mi sento di dirti è: dimenticatela!

Tuttavia, se non ti senti ancora sicuro di “skippare” questo aspetto, attieniti alle regole che seguono.

La description deve essere in grado di suscitare curiosità nel lettore e stimolare la sua curiosità.

Solo in questo caso la meta description ha un suo valore specifico.

Una descrizione neutra, o peggio ancora noiosa, non darà nessun beneficio.

Come si crea una descrizione nel modo corretto?

La prima regola è quella di non superare i 150 caratteri.

La seconda regola è che devi scriver un testo semplice in cui anticipi cosa il visitatore sarà in grado di apprendere leggendo l’articolo.

Esempio:

Esempio di Meta Description compilata correttamente

4.5 – Immagini, link esterni e formattazione

In questa ultima sezione indico altri fattori importanti che aiutano la pagina a posizionarsi meglio.

Immagini

Inserisci immagini (o video) dove lo ritieni necessario. Il nome delle immagini deve contenere la keyword pertinente al sezione in cui viene inserita.

Nel tag alt dell’immagine inserisci una breve frase che contenga la keyword.

Link esterni

L’uso dei link esterni costituisce una parte importante dell’ottimizzazione seo.

Se comprenderai alcuni aspetti di questa strategia allora potrai beneficiarne nel modo migliore possibile.

Perché è bene inserire dei link esterni?

Perché questo aggiunge valore all’articolo. Punto e basta.

Non so se ti è mai capitato di leggere delle Tesi di Laurea, oppure dei testi scientifiche.

Sicuramente avrai notato quanto sia importante la bibliografia.

La bibliografia conferisce autorevolezza al tesi.

Tanto più saranno autorevoli le fonti che sono state consultate per la sua realizzazione, tanto più apprezzabile sarà la tesi.

Google ragiona allo stesso modo.

Quindi, inserisci senza timore dei link ad articoli esterni pubblicati da fonti autorevoli.

Punto e basta.

Formattazione

Considero la formattazione un fattore di posizionamento indiretto.

Indiretto perché il risultato di una buona formattazione è diminuirà la frequenza di rimbalzo (cosa di cui parlerò più avanti).

Un articolo è formattato bene quando:

  • Le frasi sono brevi e spaziate l’une dalle altre
  • Utilizzi elenchi puntati e numerati
  • Utilizzi il grassetto e il corsivo
  • Usi immagini gradevoli e originali
  • Sottotitoli

E siccome ripeto sempre che è meglio mantenersi sulle cose semplici, direi che possiamo considerare concluso la parte della Seo On Page.

Se invece non ti basta quello che hai letto, puoi approfondire l’argomento leggendo questo ottimo articolo.

5 – Seo Off Page e Link Building

Fare Seo Off Page non significa solo fare una campagna di Link Building.

Ci sono infatti molte strategie che ricadono in questa sezione dell’ottimizzazione seo.

Ma voglio essere sincero.

Per il progetto Vailo.it ho utilizzato solo le due che seguono 🙂

5.1 – Cosa è un backlink?

Prima di passare agli esempi pratici che ho utilizzato per il progetto citato in questo articolo, voglio prima spiegare cosa sono i backlink e come mai sono così importanti.

Un backlink è un collegamento che una pagina riceve da un sito esterno.

I backlink sono (ancora) uno dei fattori di posizionamento più importanti.

Nel recente passato, in realtà, rappresentavano il fattore in assoluto più importante, ma ora non è più così.

Con il cambio continuo degli algoritmi, i fattori di posizionamento, e il loro peso, sono cambiati e cambieranno ancora.

Nessuno conosce con esattezza”quanta pesi” ogni singolo fattore, posso però affermare con certezza, che i link hanno ancora la loro importanza.

L’unica cosa che mi sento di dire, è che i link che riuscirai a raccogliere per il tuo sito, devono sembrare naturali.

Altrimenti rischi delle grosse penalizzazioni, come chiaramente indicato dalle linee guida di Google.

Sei stanco di leggere questo articolo? Hai già letto 5100.

Se lo preferisci, puoi scaricare l’articolo in formato PDF e leggerlo comodamente.

Per farlo puoi cliccare su uno dei pulsanti che seguono.

Ora passiamo alla pratica

5.2 – Come sfruttare i link dei competitor (in modo etico)

Premessa: questo è il modo più semplice ed efficaci di ottenere dei backlink di qualità.

La procedura è semplice.

L’ideale per questa strategia è possedere degli account a pagamento su piattaforme come SeoZoom, Majestic o SemRush.

Nel caso in cui però non hai un account del genere, e non vuoi spendere dei soldi, puoi utilizzare questo:

http://www.openlinkprofiler.org

Facciamo un esempio, supponiamo che il mio obiettivo è di posizionare un sito che abbia come competitore il Corriere della Sera (sic!).

Quello che devo fare è inserire il nome del dominio nell’apposito campo e cliccare su Get backlink data

Come sfruttare i link dei competitor (in modo etico)

Il risultato che ottengo è quello illustrato dall’immagine che segue:

Link dei competitor RISULTATI

Le informazioni su cui ragionare sono molte, ma limitiamoci all’essenziale.

Come faccio a trovare link diretti verso il corriere della sera che posso replicare per il mio sito?

In questo modo.

La prima cosa è quella di ordinare i link per ordine di importanza.

Per farlo clicco sulla colonna LIS, come mostrato dal cerchio rosso nella figura che segue:

Link dei competitor IN ORDINE DI IMPORTANZA

Il termine LIS sta a significare Link Influence Score. E’ un modo di calcolare il peso di quel link.

Più alto è il suo valore più grande sarà l’influenza nel posizionamento che quel link ha nei confronti della pagina linkata. Un link con valore basso però, non vuol dire necessariamente un link di bassa qualità.

Cliccare su LIS, mi consente di ordinare i link; dal più importante al meno influente.

Ora inizia un lavoro certosino.

Clicco il primo link contenente il collegamento al competitore che sto studiando (in questo caso la pagina appartiene al sito energycare.it, mentre il competitore è il corriere.it).

Osservo la pagina, cerco di capire come mai sia presente un collegamento al corriere.it.

L’obiettivo è quello di capire se anche io posso ottenere il medesimo link.

In questo modo, spulciando ogni singolo backlink diretto verso il corriere.it, riuscirò a trovare dei link che posso ottenere anche io.

E’ ovvio, ci saranno dei link impossibili da replicare, ma tanti altri invece no.

Seguendo questa semplice procedura, sono riuscito ad ottenere per il progetto vailo.it un link da un sito super autorevole come macrolibrarsi.it che ha dei valori seo molto, molto alti:

TF 48 CF 48 (vedi immagine che segue) e DA 53 PA 35

Per coloro che non conoscono questi valori, è possibile approfondire l’argomento qui.

In pratica ho scoperto che macrolibrarsi.it offre un programma di affiliazione. Tutti i siti che vengono accettati, vengono inseriti in un elenco con link dofollow.

Facile no?

5.3 – Guest Posting e Backlink

Scrivere articoli di qualità è una sfida affascinante.

Se sai come scrivere contenuti di qualità, puoi sfruttare questa tua attitudine per migliorare il posizionamento del tuo sito.

Ma ciò che scrivi, non deve necessariamente essere pubblicato sul tuo sito, ma su siti di altri.

Sto parlando del guest posting.

Molti esperti seo ritengono che fare guest posting sia solo una strategie per ottenere dei backlink.

Se la pensi così anche tu, ti prego di ripensare attentamente a questa opportunità.

Perché di opportunità si tratta.

E’ vero, questa è una strategia che ti consente di ottenere dei back link, ma se lo fai nel modo corretto è anche una straordinaria occasione per generare traffico, diffondere il tuo brand, fare conoscere le tue abilità ed altro ancora.

Non scrivere articoli tanto per farlo, ma cerca di risolvere un problema reale, cerca di svelare una strategia efficace, cerca di condividere le tue scoperte.

Solo in questo modo, il valore del guest posting moltiplicherà in modo esponenziale il suo valore.

Ora vediamo come ho trovato siti autorevoli disposti ad accettare articoli scritti per Vailo.

La procedura, anche in questo caso, si riassume in pochi semplici passi.

Primo: cerca su Google siti a tema pertinente con il tuo che sono disposti ad accettare articoli scritti da altri.

Per farlo utilizza questo genere di ricerche:

  • keyword + “guest post”
  • keyword + “invia articolo”
  • keyword + “scrivi per noi”
  • keyword + “collabora con noi”

 

LISTA COMPLETA RICERCHE

 

Al posto della keyword, dovrai mettere una parola chiave pertinente al tuo sito.

Esempio: mamma “scrivi per noi”

Questo è il risultato:

Come trovare siti per guest posting

Come vedi, ho cerchiato in rosso il numero di risultati ottenuti con una sola ricerca.

Questo non significa che tutti i risultati saranno utili al tuo scopo, ma ti fa capire con chiarezza, che di occasioni ne troverai molte.

Basterà un po’ di pazienza e di metodo, per trovare quello che stai cercando.

Tornando al discorso di Vailo, questo esatto sistema mi ha permesso di pubblicare degli articoli su dei siti molto autorevoli.

Questo ha avuto tre grandi benefici: backlink, posizionamento e traffico.

6 – Google Analytics: come misurare il tuo successo

Quello che non misuri non puoi migliorare!

Questa è una frase che mi è capitato di leggere tempo fa, ma che non ho certo dimenticato.

Secondo me contiene una grande verità, che se compresa, fa tutta la differenza del mondo.

Google Analytics ha cambiato, in meglio, il modo con cui si realizzano e gestiscono i siti on line.

C’era un tempo in cui bastava creare un sito e pubblicarlo per essere felici.

Oggi, le cose sono cambiate, e per essere felici è necessario avere un sito che genera traffico e vendite.

Non ti pare?

Google Analytics ti dice tutto questo.

Ti dice se un sito è visitato dalle persone giuste, e se è stato realizzato in modo da generare vendite e clienti.

Se non hai ancora un tuo account con Google Analytics, e non sai da dove cominciare, ti consiglio di leggere questo articolo.

6.1 – Terminologia di Google Analytics

Seguono alcuni dei termini che devi conoscere per avere un idea del significato della schermata che vedrai quando accedi al al tuo account (come mostra l’immagine sopra riportata).

I valori mostrati sono stati presi nell’arco di 30 giorni. Dal 11 Gennaio, al 10 Febbraio.

Sessioni: con questo termine si indica l’attività fatta da un visitatore sul tuo sito. Quando l’utente chiude il browser termina la sessione. Quando l’utente accede nuovamente al tuo sito, da vita ad una nuova sessione.

Utenti: in questo caso si parla di utenti univoci. Per capirci, un utente che visita 4 volte il sito, verrà conteggiato solo una volta, anche se di fatto ha dato vita a 4 sessioni differenti.

Visualizzazioni di pagina: questo valore indica il numero di pagine visitate complessivamente da tutti gli utenti.

Pagine/sessione: dato che ci dice quante pagine sono state visualizzate ogni sessione registrata. Se un utente visita il tuo sito una sola volta, questa è una sessione. Se in questa sessione visita due pagine, allora il rapporto sarebbe 2 per sessione.

Durata Sessione Media: quale è il tempo che un utente impiega per visitare il tuo sito? Facendo la media di tutte le sessioni, ottieni il valore indicato dal tuo account di Analytics. Nel caso dell’immagine, capisco che la durata media di un utente del mio sito è pari a 1 minuto e 25 secondi.

Frequenza di rimbalzo: se il visitatore arriva sul tuo sito, e poi se ne va senza leggere altro, allora questo viene definito come rimbalzo. La percentuale dei visitatori che se ne vanno subito viene considerata dalla frequenza di rimbalzo. Vedendo l’immagine di cui sopra, capisco che il 69% degli utenti che arrivano sul sito se ne va senza approfondire.

Questo valore è un valore che va preso con le pinze. Diciamo che se hai a che fare una frequenza di rimbalzi sopra 70%, allora c’è qualcosa che devi migliorare. Se il valore è intorno a 60% puoi essere soddisfatto.

Tuttavia, questa valutazione va presa con le molle. Infatti, nel mio casco, conoscendo il reale coinvolgimento degli utenti su Vailo, il valore che ho (69%) è sicuramente molto buono. Ciò non significa che dovrei lavorare per migliorarlo ancora…..

Ci sono diversi modi per migliorare la frequenza di rimbalzo.

Vuoi conoscere i migliori?

Clicca sul link che segue:

8 MODI PER MIGLIORARE LA FREQUENZA DI RIMBALZO

Percentuale di Conversione: questo valore non viene riportato nella schermata mostrata sopra, ed è un valore utilizzato da utenti avanzati. Il dato che indica sta a misurare il rapporto tra il numero delle visite, e le conversioni che registri. Conversioni che possono essere degli acquisti, o semplicemente delle registrazioni attraverso moduli specifici.

6.2 – Come usare Google Analytics

Questo strumento è in grado di raccogliere un numero praticamente illimitato di dati e di informazioni. Tuttavia, sebbene abbiamo detto quanto sia importante tracciare e misurare un sito, i dati, di per sé, non hanno alcun valore se non si conosce il modo di interpretarli.

Per questo motivo, la schermata illustrata prima può rappresentare l’istantanea di uno straordinario successo, oppure quella di un completo fallimento.

Un sito con 70.000 sessioni può essere ok, ma può anche essere un valore non soddisfacente.

Tutto è relativo.

Allora, ci sono due modo per valutare meglio il successo o meno di un sito: mettere a confronto periodi di tempo differenti.

PRIMO METODO: confronto di due intervalli di tempo piccoli e successivi l’uno all’altro.

Per fare un confronto del genere, devo cliccare in alto a destra e fare la selezione indicata:

Come vedi nell’immagine, in alto a destra ho messo a confronto due periodi di 30 giorni, uno successivo all’atro.

In pratica, ho messo a confronto il periodo che va dal 11 Gennaio al 10 Febbraio, con il periodo precedente, che va dal 11 Dicembre al 10 Gennaio.

Questo modo di confrontare due periodi, l’uno successivo all’atro, mi consente di capire il miglioramento, o il peggioramento di un sito nel breve periodo.

Il risultato mostrato nell’immagine che segue parla da solo.

Il sito Vailo ha registrato 38.000 visite dal 11 Dicembre al 10 Gennaio, mentre le sessioni dal 11 Gennaio al 10 Febbraio, hanno superato quota 70.000.

L’incremento è stato oltre dell’80%.

Questo mi fa capire, senza nessun dubbio, che il traffico verso Vailo sta crescendo in modo importante.

SECONDO METODO: trend di crescita sul lungo periodo

In questo secondo caso, cerco di analizzare il trend del sito, sul medio o lungo periodo.

Per farlo, questa volta, seleziono un periodo di 6 mesi.

Questo è il risultato:

Come devo interpretare questo risultato?

Ho tracciato una (orribile) linea rossa, che mi permette di mettere a fuoco il trend.

Come vedi, il traffico verso il sito è cresciuto in modo costante.

In realtà, c’è una flessione nel periodo di Dicembre, ma questo è del tutto normale.

Durante le feste natalizie, chi ha voglia di dimagrire?

A parte gli scherzi, anche in questo caso, il risultato che ottengo è che il traffico che il sito generà sta aumentando anche nel lungo periodo.

Anche questo dato mi conferma che il progetto Vailo è un progetto solido!

6.3 – Google Analytics e le ricerche organiche

Comprendere quali sono le ricerche organiche che generano traffico verso il tuo sito sono essenziali.

Per prenderne visione devi cliccare nel menù verticale che trovi a sinistra su ACQUISIZIONE, poi su Search Console e poi su Query. Questo è quello che vedrai:

NOTA BENE: per poter avere questo tipo di informazioni, devi prima sincronizzare l’account di Google Analytics con la rispettiva proprietà presente su Search Console. Per scoprire di cosa sto parlando e di come fare, leggi questo articolo.

La schermata, che ho parzialmente oscurato, illustrerà quelle che sono le keyword che generano più visite sul tuo sito.

Come vedi, una delle keyword che generano maggiori accessi al sito Vailo è dieta personalizzata.

Questo genere di report sono utilissimi per capire se la strada intraprese è quella corretta.

Che senso avrebbe se un sito di diete fosse visibile per un termine tipo assicurazioni online?

Ok, questo è un modo paradossale di ragionare, ma spero faccia cogliere il senso del ragionamento.

Anche in questo caso, potete fare dei confronti sul breve, o medio/lungo termine per capire se c’è un aumento delle ricerche.

Se è così, site sulla strada giusta.

7 – Conclusioni su questa guida seo

Ok, se sei arrivato fino a questo punto, hai letto esattamente  7046 parole.

Per questo motivo voglio essere molto conciso nel concludere questo lunghissimo articolo.

All’inizio di questo articolo avevo parlato di metodo.

Il metodo da seguire è semplice; applicare in modo costante, nel tempo, tutte le cose descritte fino a questo punto.

Bisognerà avere costanza, perché fare seo, significa programmare dei progetti a medio lungo termine.

Nulla accade dall’oggi al domani.

Per questo motivo ricorda che:

1 – Le cose che hai imparato (almeno spero) in questa guida sono più che sufficienti per consentirti di progettare un progetto web dalle solide basi.

2 – E’ ovvio, se sei appassionato di seo, il tuo percorso di apprendimento, non finisce alla fine di questa lettura. Il mondo della Seo è molto più ampio di quello che io ho raccontato qui. Devi considerare il fatto che le strategie che ti consentono di ottenere la prima posizione su Google sono in continua evoluzione. Se vuoi sopravvivere devi continuare a documentarti.

3 – Se credi a quello che dico, il più grande insegnamento che questo articolo può darti, è rappresentato da una frase piccola, piccola: basta con lo studiare la teoria, passa alla pratica. Il modo migliore per imparare, e migliorare, è imparare dai propri errori.

Solo così diventerai un bravo Seo.

Ora, tutto dipende da te!

P.S: per qualsiasi dubbio non esitare a chiedere tramite la sezione commenti che segue!

Comments
  • Giuseppe ha detto:

    Ciao Diego,
    Ti ringrazio molto per la menzione e ti faccio i miei complimenti per questo articolo mostruoso.
    Davvero degli ottimi suggerimenti!

  • Gianluigi ha detto:

    Ciao Diego,
    Ottimo articolo. Come hai scoperto che sito macrolibrarsi.it offriva un lick dofollow? Come posso ottenere backlink autorevoli anch’io da questi siti? per un buon posizionamenti seo, è importante l’hosting? Grazie un saluto.

    • Diego Gualdoni ha detto:

      Ciao Gianluigi, grazie per il tuo commento. La scoperta l’ho fatta applicando esattamente la strategia descritta nella sezione 5.2. Puoi scoprire se un link è dofollow in due modi. Guardando il codice della pagina, oppure installando un estensione del tuo browser che evidenzia i link nofollow. Io uso Chrome e l’estensione che trovi a questo link https://chrome.google.com/webstore/detail/nofollow/dfogidghaigoomjdeacndafapdijmiid

      Se usi browser differenti, troverai certamente qualcosa di simile.

      • Giuseppe ha detto:

        Salve, nello specifico e praticamente come si riesce ad ottenere il link da un sito super autorevole come macrolibrarsi.it (nel caso di Valio.it). Mi è abbastanza chiara la procedura di ricerca, ma non quella di implementazione pratica una volta trovato il link.
        Grazie

        • Diego Gualdoni ha detto:

          Nel caso di macrolibrarsi.it non ho avuto la possibilità di scegliere che tipo di link ottenere. Loro pubblicano semplicemente l’indirizzo del sito che si iscrive. Tutto qui.

  • Gianluigi ha detto:

    Ciao Diego,
    Grazie per la risposta precedente. Voglio approfondire la SEO, Mi potresti consigliare un corso o videocorso serio su questo argomento? Anche in inglese per me va bene.

    Una domanda riguardo ai link building e link verso altri siti, se un sito è in italiano e una buona pratica linkare altre blog post che trattano lo stesso argomento di un sito autorevole estero, tipo inglese? Oppure Google non prende in considerazione? Grazie

    • Diego Gualdoni ha detto:

      In questo articolo hai tutte le basi per poter iniziare. Se poi vuoi approfondire è pronto il nostro corso per creare un sito web di successo come quello che descrivo in questo articolo. Se ti interessano i dettagli, scrivi a diego@matico.io.

    • Diego Gualdoni ha detto:

      Per quanto riguarda i link meglio ottenerli da siti di stessa lingua, tuttavia, se il sito che ospita un link verso il tuo è autorevole, non ti fare scrupoli. Cerca di ottenerlo. Quello che è veramente importante è che tratti lo stesso argomento.

  • Maurizio Foti ha detto:

    Salve, segnaliamo un altro metodo efficace per promuovere il proprio sito web… sul sito Webshake aggregatore è possibile ricevere gratuitamente backlink segnalando il proprio sito. Si tratta di un aggregatore di notizie multitematico.

    Vi è anche il servizio di directory SEO gratuito .

    Se qualcuno vuole provare….. 😉

    • Diego Gualdoni ha detto:

      Ciao Maurizio, grazie per la tua ottima segnalazione. Ho appena invito la registrazione per Matico. Ti faccio sapere se va a buon fine.

  • massimiliano ha detto:

    Era da un pò che non leggevo il tuo sito (seologico) e avevo quasi dimenticato la passione che metti nello scrivere ottimi articoli come questo!
    Nell’articolo parli della struttura a silo (virtuale). Hai mai provato ad adottare una struttura di silo fisico?
    Secondo te ci sono differenze tra un silo virtuale ed uno fisico in termini di organizzazione dei contenuti (agli occhi di google intendo) ?
    Di nuovo complimenti e grazie.

    PS: come hai creato l’astore? Sto cercando di implementarlo per un mio sito per vedere se cambia qualcosa in termini di conversione ma non so dove sbattere la testa! 🙁

    • Diego Gualdoni ha detto:

      Ciao Massimiliano, grazie per il tuo commento. Non conosco la “struttura a silo fisico” dal momento che stiamo parlando di contenuti in forma digitale. A cosa ti riferisci esattamente? Potrebbe essere interessante fare delle prove e dei confronti. Anche per quanto riguarda l’astore, mi puoi spiegare meglio? Attendo una tua replica per risponderti tramite i commenti. A presto.

  • massimiliano ha detto:

    Ciao, un silo fisico altro non è che una struttura gerarchica nella quale utilizzi pagine piuttosto che post.
    Mi spiego meglio.
    Se il tuo articolo principale fosse “come fare la marmellata” (parola chiave principale: “marmellata”), l’ url sarebbe:
    http://www.tuosito.it/marmellata

    Esiste però la marmellata di pesca, di ciliegie, di albicocche ecc…
    Supponi di voler scrivere un articolo su ogni tipo di marmellata.
    Per un sito costruito sfruttando i silo fisici, utilizzando pagine anzicchè post, i vari url sarebbero:
    1) http://www.tuosito.it/marmellata
    2) http://www.tuosito.it/marmellata/pesca
    3) http://www.tuosito.it/marmellata/ciliegia
    4) http://www.tuosito.it/marmellata/albicocche
    Una tale struttura non è possibile ottenerla tramite i post. Non so se ho reso l’idea.

    Non ricordo in quale articolo lo hai linkato, ma l’astore è quel “negozio” dove mostri vari libri di amazon, prelevati in modo automatico dalle varie categorie di amazon.

    • Diego Gualdoni ha detto:

      Capisco, ma il metodo da me indicato può essere fatto indistintamente per gli articoli o le pagine. Il modo che hai descritto tu va benissimo. Si potrebbe impostare facendo riferimento alle categorie. Ma non ti concentrare troppo su questi “tecnicismi”. L’importante è che scrivi una serie di pagine/articoli strettamente collegati tra di loro tramite i link interni.

  • massimiliano ha detto:

    Trovato, questo qui http://astore.amazon.com/matico-20/

  • massimiliano ha detto:

    Dimenticavo, giusto per curiosità, a chi affidi la scrittura dei tuoi articoli ? (mi riferisco al progetto vailo, non ci credo che scrivi tutto tu! ;))

    • Diego Gualdoni ha detto:

      Sì, hai ragione. Non li scrivo io ma me li faccio scrivere da dei freelancer che puoi trovare qui: https://www.upwork.com/

      • massimiliano ha detto:

        Si, lo conosco (solo per sentito dire però 🙂 ).
        Come fai però ad ottenere testi scritti in italiano? Lo specifichi nell’annuncio che pubblichi? Fissi un budget per articolo o paghi a ore?
        Perdonami per tutte queste domande, io ho sempre usato scribox e melascrivi (trovare dei buoni scrittori è impresa ardua, almeno per quello che serve a me).

        PS: cosa pensi delle PBN?

        • Diego Gualdoni ha detto:

          E’ tutto molto semplice. Ti registri e poi posti la tua proposta. Ovviamente selezionerai che il tuo annuncio va inoltrati solo ad freelance italiani 🙂
          Hai diverse opzioni, anche quelle del budget fisso. Io trovo ottimi collaboratori che scrivono testi da 500 parole anche a meno di 5 euro.

          Le pbn, se usate nel modo corretto, possono essere molto utile. Ma è sempre un rischio che ti prendi….

          • massimiliano ha detto:

            Grazie, gentile come sempre.
            Lo proverò sicuramente.
            Si, le pbn sono un rischio, però penso anche che per alcune nicchie è particolarmente difficile ottenere back link in maniera naturale.
            Usare anche i siti 2.0 (wordpress.org, blogger ecc..) come strategia di back link penso sia rischioso (al pari delle pbn).

  • Giuseppe ha detto:

    Ciao, e grazie per tutto questo valore che offri! Avrei una domanda da farti, e perdonami in anticipo perché non sono ferratissimo in materia… Quando parli di organizzare i contenuti del sito, dici di creare ad esempio una pagina basata su una keyword principale, e poi una serie di sotto-pagine collegate con argomenti più specifici, atti a conferire forza a quella di partenza. Questo è chiaro, ma la domanda è: in ottica di un blog wordpress, queste pagine possono essere intese anche come articoli? Categorie? Vedo di spiegarmi meglio:
    Se creo una pagina che intendo indicizzare per la keyword “Scuola di ballo”, secondo la logica di questo articolo dovrei poi collegarci delle altre sotto-pagine con tematiche affiini. esempio: scuola ballo latino americano, ballo liscio ecc…
    La domanda è: ma le pagine secondarie collegate alla prima, possono essere articoli linkati alla pagina principale? O devono essere necessariamente pagine?

    • Diego Gualdoni ha detto:

      Ciao Giuseppe, grazie per il tuo commento. Sì, puoi adottare questo ragionamento anche per gli articoli, non solo per le pagine. Ad esempio, nella categoria SCUOLA, pubblichi un articolo principale a tema Scuola di Ballo, e poi altri, sempre sotto la categoria SCUOLA, a tema scuola ballo latino americano, ballo liscio. Questi articolo “secondari” li devi linkare all’articolo principale Scuola di Ballo.

      Una cosa importante di cui tenere conto è quello di linkare tra di loro solo gli articoli strettamente correlati. Ad esempio, se sotto la categoria SCUOLA, pubblichi una serie di articoli collegati al tema Scuola Danza, Scuola Danza Moderna, Scuola Danza Arabesque, ecc, questi devono essere linkati solo tra di loro, ma NON devono essere linkati agli articoli Scuola da ballo, anche se fanno parte della stessa categoria.

      Spero di esserti stato di aiuto. Altrimenti fammi sapere.

  • Giuseppe ha detto:

    Chiaro come il sole splendente! Grazie mille Diego!
    Ultima cosa per cui ti disturbo, i volumi di ricerca. Ho notato che da alcuni tuoi video su youtube, nella fattispecie riguardanti la scelta delle keywords sul planner tool, non ti facevi problemi a scegliere parole chiave i cui volumi di ricerca erano bassini.

    Se ad esempio scelgo keywords secondarie che hanno tipo 100 visite mensili, non sono troppo poche anche se il fine sarebbe quello di dare consistenza alla parola chiave principale? Secondo te esiste un gap entro il quale attenersi? Che ne so: minimo 3000 visite, massimo 5000 (numeri buttali li a caso) per non andare troppo sul competitivo?

    Sono felice di averti trovato Diego! Non è facile di questi tempi trovare punti di riferimento in ambito seo! 🙂

    • Diego Gualdoni ha detto:

      Le cose sono un po’ cambiate da quando ho pubblicato quei video…. 🙂

      Adesso, quello che devi fare per avere successo su Google, è quello di concentrarti sull’argomento e non sul numero di ricerche (che rimane un parametro che devi tenere in considerazione). Se vuoi che Google capisca che il tuo sito è un sito di qualità per l’argomento Scuola da Ballo, allora devi scrivere tutto, ma proprio tutto sull’argomento. Decidi tu se vale la pena scrivere un solo articolo o molti. Quello che conta è che tratti un argomento sotto ogni punto di vista.

      E’ ovvio che se scegli argomenti (o keyword) meno competitivi, otterrai visibilità su Google più rapidamente….

  • Giuseppe ha detto:

    Complimenti per l’articolo, sicuramente dovrò ristudiarlo altre volte perchè mi sto approcciando da poco alla SEO e sicuramente avrò da fare altre domande (una già posta in risposta a un precedente commento).
    Volevo solo segnalare che i link :
    CALCOLO DIFFICOLTA’ KEYWORD
    LISTA COMPLETA KEYWORD
    LISTA COMPLETA RICERCHE
    8 MODI PER MIGLIORARE LA FREQUENZA DI RIMBALZO
    non sono funzionanti , e sono rimasto con la curiosità di approfondire. 😉

    Grazie

    • Diego Gualdoni ha detto:

      In realtà tutto sembra funzionare. Cliccando su quei link si apre una finestra che ti consente di proseguire. Che cosa succede a te? Hai un blocco ai pop up?

  • Enrico ha detto:

    Ciao ho un dubbio .. vediamo se mi puoi aiutare…

    Ho una pagina di servizio che voglio rankare in alto , la pagina in questione è ” corso primo soccorso”

    Ho aperto un blog aziendale dove sto scrivendo articoli inerenti al manuale di primo soccorso trattando tutti gli argomenti….

    Devo scrivere molti articoli e il dubbio mi viene per l’articolo che parla di fratture…
    Ci sono almeno 4 search intent
    -fratture composte scomposte
    -fratture al piede
    -fratture alla spalla
    Ecc…..

    Come c***o faccio a sapere quanti search intent devo inserire in una sola pagina ?
    Perché per le macchine del caffè è semplice , per ogni modello un search intent diverso … e per le fratture ?

    Io missa che ho sbagliato ho fatto un articolo da 3300 parole con il titolo ” fratture scomposte tibia spalla radio ulna | primo soccorso ”

    Grazie mille

    • Diego Gualdoni ha detto:

      Ciao Enrico, non c’è una risposta univoca alla tua domanda. Il search intent varia da ricerca a ricerca. Più la ricerca è generica, più lungo dovrà essere l’articolo che scirvi in modo da coprire tanti possibili sotto argomenti. Più la ricerca è specifica, ad esempio frattura al piede da stress secondo metatarso, più dovrà essere focalizzato sull’argomento il tuo articolo. Un modo empirico che puoi utilizzare per farti un idea è fare una ricerca su google con una keyword di tuo interesse e vedere i contenuti dei primi 10 risultati. Raccogli tutti gli argomenti trattati e fai un unico grande articolo che li comprenda tutti. In questo modo sei (quasi) sicuro di beccare il search intent

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scarica le risorse di questa pagina!

Inserisci i tuoi dati!
Le riceverai immediatamente

Matico odia lo spam!

Thank You for Subscription!