6 tipi di messaggi inviare prospetti generati tramite AdWords

Quali risultati stai ottenendo dai prospetti generati tramite AdWords?

Quando promuovi una campagna Pay Per Clic su AdWords, ed investi denaro per acquisire prospetti, e quindi potenziali clienti, devi creare una strategia di messaggi da inviare per email, che ti consenta di convertire quei prospetti in clienti reali.

Hai a disposizione diversi tipi di messaggi da inviare ai prospetti ed ognuno di essi è calibrato sugli obiettivi che vuoi raggiungere. Che essi possano essere vendere direttamente, oppure iniziare a creare un rapporto forte con il tuo brand, che ti permetterà di vendere in un secondo momento.

Se hai impostato una campagna AdWords, l’email marketing è uno strumento di fondamentale importanza per questi 3 motivi:

  1. ottimizzare tempo ed energie per la preparazione delle comunicazioni da inviare al prospetto
  2. aumentare il tasso di apertura e di clic delle mail
  3. generare un aumento del tasso di conversione dei prospetti in clienti

Vediamo insieme 6 tipi di messaggi che puoi inviare tramite email ai prospetti generati con la tua campagna AdWords.

1. Email di benvenuto

L’email di benvenuto è fondamentale nel contesto della tua strategia di email marketing.

Per 2 motivi:

  1. Aiuta il prospetto a familiarizzare con il tuo brand e con il tuo modo di comunicare
  2. Ti assicura che le tue prossime email non finiranno in spam, in quanto costringe il destinatario ad interagire con te e quindi a superare i filtri antispam delle caselle mail

L’email di benvenuto, di solito, viene inviata automaticamente, nel momento in cui il prospetto si assicura il lead magnet che gli hai riservato oppure quando si registra gratuitamente al tuo sito.

Le email di bevenuto godono di un tasso di apertura molto elevato e non devono essere troppo articolate o complesse.

Ecco l’esempio di AirBnB, che ti può dare un’idea anche per la tua strategia

email benvenuto airbnb

Se invece preferisci inviare una email di benvenuto più lunga ed articolata, ecco che puoi utilizzare l’esempio di Audible Amazon, che mi ricorda quali sono i vantaggi del servizio e quali opzioni ho a mia disposizione.

Inoltre, dal momento che Audible è un servizio che mi mette a disposizione una fase di prova gratuita, già nella mail di benvenuto c’è un aggancio commerciale, che ha l’obiettivo di prepararmi all’acquisto, quando finirà il periodo di prova.

email benvenuto audible

2. Email “aspettative e promesse”

Quando ordini una pizza a domicilio e ti viene promesso che ti verrà recapitata entro una certa ora, cosa fai?

Noti precisamente l’orario di arrivo e lo confronti con la “promessa” che ti era stata fatta. In sostanza ti crei una determinata aspettativa sul servizio che stai per ricevere e, se questa non viene rispettata, sarai inevitabilmente deluso. A tal punto che, in futuro, potresti decidere di non utilizzare più il servizio.

Il fatto è che prestiamo molta attenzione alle promesse che ci vengono fatte e, nel caso di una pizza a domicilio, l’orario di arrivo è determinante nella valutazione del servizio.

Lo stesso concetto si applica all’email marketing.

Cosa si aspettano i tuoi prospetti dalle tue comunicazioni?

La verità è che la maggior parte delle volte non hanno la minima idea di cosa gli invierai e dove li condurrà il tuo funnel, ma è molto importante che imposti una strategia e la persegui.

Questo significa che, dopo la prima mail, si creeranno delle aspettative nei tuoi prospetti ed è proprio su quelle aspettative che devi lavorare coerentemente.

Evita di generare delle aspettative eccessive, perchè se poi non riuscirai a rispettarle, inevitabilmente deluderai chi ti segue e metterai in cattiva luce il brand che hai creato e stai promuovendo.

Ad esempio, non puoi promettere alle persone di dimagrire 10 kg al mese, se sei un nutrizionista o un dietologo. Stai vendendo ai tuoi potenziali clienti una soluzione strepitosa, che però non sarai in grado di offrirgli realmente.

Cerca invece di mantenere basso il gap tra aspettative e realtà e, altro aspetto fondamentale, comunica quali e quante email invierai al prospetto e quali saranno le tematiche che tratterai. Inoltre includi sempre la possibilità di disiscrizione, perchè la volontà di seguirti e ricevere le tue email deve essere un gesto spontaneo e condiviso e non imposto da te.

3. Email transazionali

Le email transazionali hanno l’obiettivo di offrire uno dei tuoi prodotti o servizi ai prospetti che hai generato tramite le tue campagne AdWords.

Alla base di questo modo di lavorare, deve esserci una segmentazione dei lead, che ti permette di inviare agli utenti le email in maniera targetizzata.

Pensa ad esempio a Groupon, che ti invia, con cadenza settimanale o mensile, delle email in cui ti informa delle offerte a disposizione, in base alle preferenze che hai espresso nel momento in cui ti sei iscritto alla newsletter.

email marketing groupon

4. Email di nutrizione del lead

Le email di nutrizione del lead hanno lo scopo di aumentare il tasso di conversione dei tuoi prospetti.

Partiamo dal presupposto che ottenere un tasso di conversione del 100% è praticamente impossibile e che, se ti affidi solamente ad email di tipo transazionale, verrai percepito in maniera troppo aggressiva dai tuoi prospetti.

Quello che devi fare è nutrirli e prepararli all’email transazionale.

Cosa significa nutrire?

Significa riuscire a dare un grande valore ai lead, in modo tale da far crescere in loro interesse e fiducia nei confronti del tuo brand. Significa creare una community di persone che interagiscono con te. Significa saper spingere il prospetto a compiere le azioni che desideriamo vengano effettuate.

L’email di nutrizione assomiglia più ad una lettera, il cui obiettivo è quello di costruire e rafforzare il rapporto che hai con i tuoi prospetti. All’interno puoi inserire dei link a dei video, puoi raccontare delle storie, puoi insegnare qualcosa che si rivelerà utile per i tuoi potenziali clienti.

Anche in questo caso è importante che tu inserisca una call to action nella mail, perchè questo, all’interno della tua strategia di marketing automation, hai la possibilità di verificare qual è il reale coinvolgimento dell’utente.

Grazie alle piattaforme di email marketing, puoi infatti assegnare dei punteggi (lead scoring) alle azioni dei tuoi prospetti e misurare, in questo modo, il loro grado di interesse nei confronti delle tue comunicazioni.

5. Email digest

Innanzitutto il termine “digest” necessita di una spiegazione. Secondo il dizionario della lingua italian digest è un “Giornale periodico che pubblica, integralmente o in riassunto, una selezione di articoli già apparsi su altre pubblicazioni”.

Dopo questa definizione ti dovrebbe essere già abbastanza chiaro il significato di questo tipo di email.

Se non lo è, ti invito a dare un’occhiata qui sotto

email marketing montemagno

Una mail di questo tipo è un elenco puntato, con una serie di informazioni importanti o curiose.

Nel caso specifico, mi viene ricordato di prendere visioni di contenuti pubblicato nell’ultimo periodo, nel caso non lo avessi ancora fatto.

In generale, puoi utilizzare questa tecnica per ricordare quali articoli sono stati pubblicati e quali attività o iniziative stai promuovendo.

In sostanza, una email digest è molto più “digeribile” per il prospetto e la sua natura, ad elenco puntato, consente una facile redazione, lato mittente, ed una più snella consultazione, lato destinatario.

6. Email “carrello abbandonato”

Ho già parlato in questo articolo di quanto sia importante per un e-commerce avere un sistema di marketing automation che gli permetta di inviare delle email carrello abbandonato.

Cosa significa carrello abbandonato?

Hai presente quando stai navigando su un sito di e-commerce e, dopo esserti fatto ingolosire da un articolo, lo metti nel carrello e poi non arrivi al pagamento?

I motivi per cui le persone abbandonano un carrello possono essere molti. Eccone 4:

  1. reputano i costi di spedizione troppo elevati rispetto a quanto si aspettavano
  2. sono confuse dalla procedura di checkout
  3. sono diffidenti dai sistemi di pagamento proposti
  4. continuano a cercare lo stesso prodotto in altri e-commerce, sperando di trovarlo ad un prezzo minore

Una strategia per far sì che quei prodotti abbandonati vengano poi trasformati in vendite è quella di inviare una mail carrello abbandonato, entro 40 minuti dall’abbandono.

Questo tipo di messaggio può farti aumentare anche del 5% il tasso di conversione. Più tempo aspetti e minore sarà la probabilità che il prospetto decida di acquistare il prodotti che ha lasciato nel carrello.

Esiste un trucchetto ulteriore, che puoi utilizzare per aumentare il tasso di conversione delle email “carrello abbandonato”. Consiste nell’offrire un coupon oppure uno sconto, se l’acquisto viene completato.

Questo stratagemma ti consente, oltre alla possibilità di chiudere la vendita in oggetto, anche di porre le basi per un acquisto futuro, da parte del tuo cliente.

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