C’è un nuovo aggiornamento all’algoritmo di Google? Ecco come sopravvivere, sempre. Read more: http://matico.io/?p=4764#ixzz4e3DPERDb

Cosa proveresti se un giorno dovessi aprire il tuo account di Google Analytics e scoprire il traffico si fosse azzerato?

Panico!

Si, credo che questo è quello che proveremmo tutti.

Ci sentiremmo smarriti, terrorizzati, e in preda al panico.

E stai certo, che questa eventualità non è poi così remota, ma può accadere, a tutti noi.

E lo sai quando questo può accadere?

Quando viene pubblicato un nuovo aggiornamento all’algoritmo di Google che mette alla luce quelle cattive e pericolose strategie di marketing che hai deciso di adottare anche tu.

Sto parlando di strategie black hat che non fanno parte di un’ottimizzazione seo corretta e che non rispettano le indicazioni contenute nella guida per webmaster di Search Console.

Fortunatamente, c’è il modo per sistemare tutto e ripartire alla grande!

In questo articolo parlerò di quali sono gli accorgimenti che dovrai tenere per evitare che la situazione descritta sopra capiti anche a te.

Cosa è un aggiornamento dell’algoritmo di Google?

Il motore di ricerca di Mountain View aggiorna costantemente il suo algoritmo per migliorare, altrettanto costantemente, i suoi risultati.

Ricordati che al centro c’è sempre l’utente, questo significa che se stai effettuando una ricerca, Google ha come obiettivo primario quello di darti la migliore risposta possibile.

L’algoritmo non è altro che una formula matematica complessa (e segreta) che “assegna” le posizione ai siti che appaiono nei risultati.

Per comprendere meglio quello che ho detto fino ad ora, prova a metterti nei panni di Google per un momento. Se gli utenti dovessero smettere di utilizzare Google per effettuare delle ricerche, Google smetterebbe di generare introiti. E questo è ciò che Google non vuole.

Chiaro no?

Google ha avuto, ha e avrà tutto l’interesse di fornire il migliore contenuto possibile in funzione delle ricerche effettuate dagli utenti.

E per fare questo, Google aggiorna costantemente il proprio algoritmo per mantenere alta la qualità dei risultati. A volte gli aggiornamenti sono di piccola entità, a volte no, tanto da generare delle brusche variazioni delle serp.

Tante persone sono spaventate quando si sparge la voce che Google sta per pubblicare un nuovo aggiornamento. Sono spaventate perché temono che il nuovo cambio dell’algoritmo potrebbe causare una drammatica perdita nel ranking.

Però la verità è la seguente.

Fino a quando osserverai le linee guida dettate da Google, non dovrai temere nulla.

C’è stato un momento (nel quale anche io ho prosperato) in cui era facile seguire strategie border line che dessero dei risultati immediati. Bastava creare contenuti autogenerati a cui puntare link provenienti da qualche PBN, piuttosto che link naturali, e il gioco era fatto.

Poi però ho capito, a mie spese, che se da un parte questo genere di pratiche potevano avere successo sul breve periodo, erano al tempo stesso destinate a perdere di efficacia, prima o poi.

Ma cosa cerca esattamente Google? O meglio, cosa Google penalizza?

  • Siti con link artificiali e di scarsa qualità
  • Siti non responsive
  • Siti lenti
  • Siti con una scarsa User Experience
  • Siti con contenuti di bassa qualità

Come già detto, uno degli aspetti più importanti che Google utilizza per valutare un sito o una pagina, è valutare l’esperienza della visita.

Un sito che le caratteristiche elencate sopra (e non solo…) è certamente un sito di scarsa qualità che difficilmente otterrà visibilità.

E’ un sito che non serve agli utenti. Tutto qui.

Quanto descritto fino ad ora è solo un mezzo che mi porta ad affermare questo: un nuovo aggiornamento dell’algoritmo di Google non deve spaventare, anzi. Deve rappresentare invece un occasione per far crescere la visibilità del sito.

Vediamo allora insieme quali sono le strategie di cui devi tenere sempre conto per sopravvivere, senza se e senza ma, al prossimo (imminente) aggiornamento.

STRATEGIA NUMERO 1:  quello che scrivi deve essere utile

Google Update e contenuti di qualità

Se scrivi un articolo che nessuno trova utile, perché lo scrivi?

Ok, si tratta di un’affermazione che prima o poi potrebbe rivolgersi contro di me.

Anzi, è sicuro!

Sono certo di aver scritto articoli inutili per chi avrà avuto la sfortuna di leggerli, e inutili per me. Ma questo può capitare….

Ma ora, cerco di rimediare e cercare di scrivere dei contenuti che rispondano ad un’esigenza precisa. Articoli che aiutino gli utenti a trovare una risposta.

Non è sufficiente creare dei contenuto semplicemente con l’obiettivo del posizionamento. Non c’è nulla di strano nel voler migliorare la visibilità del proprio sito, ma se questo è l’unico obiettivo, questo tipo di atteggiamento, prima o poi, si rivelerà essere un boomerang.

I contenuti di qualità forniscono valore. Ogni volta che decidi di scrivere in contenuto, girare un video o pubblicare una infografica, chiediti sempre: quello che sto per pubblicare serve davvero? Risponde esattamente ad una domanda che si pone il lettore?

Se la risposta è no, allora smetti di scrivere in questo modo, se invece la risposta è sì, allora sei sulla strata giusta.

Hai compreso cosa vuole Google, o meglio, hai compreso come aiutare un lettore.

Ti è mai capitato di leggere qualcosa su internet e realizzare di aver perso del tempo? Oppure, ti è mai capitato di leggere un articolo che ti ha finalmente fatto capire una cosa che ti chiedevi da tempo?

Ecco, tra un genere di articolo, e l’altro, c’è tutta la differenza del mondo.

C’è talmente tanto da leggere online, che non ha senso scrivere qualcosa che non aggiunga valore a ciò che è già stato pubblicato.

STRATEGIA NUMERO 2:  non pubblicare articolo con poco contenuto

Vuoi sapere il nome di uno dei più famosi aggiornamenti di Google?

Panda

E ne vuoi sapere un altra?

Nel giugno del 2015 è stata pubblicata la versione 4.2 dell’aggiornamento che prende il nome di Panda.

Questo aggiornamento, conosciuto da tutti gli esperti e i curiosi del mondo seo, per stessa ammissione di Google, va a penalizzare proprio quegli articoli (o siti) che hanno scarso contenuto o scarsa qualità.

L’obiettivo è chiaro: impedire ai siti di quel genere di posizionarsi bene nei risultati delle ricerche.

Nulla di nuovo dunque, ma un altro evidente segnale che Google vuole premiare siti di qualità.

In questa ottica, i siti che sembrano aver perso di più da questo tipo di scelta, sono siti come: portali di contenuti generici, siti realizzati per promuovere programmi di affiliazioni che generalmente sono siti creati con il solo scopo di ottenere visibilità.

Come devi regolarti dopo l’avvento di Panda?

Per evitare che la mannaia di Panda ti colpisca (se ancora non lo ha fatto) evita di fare questi errori:

  • Non sottovalutare la user experience. Cerca di facilitare la lettura degli articoli adottando una formattazione gradevole e aggiungi link di approfondimento (sia interni che esterni) a ciò che hai scritto.
  • Unisci o rimuovi pagine dallo scarso contenuto, simili ad altre e poco rilevanti. Pagine di bassa qualità possono penalizzare anche quelle di qualità del tuo sito.
  • Mantieni i testi aggiornati e rilevanti con il tuo sito. Avere articoli di qualità non basta. Google preferisce contenuti di qualità ed anche al passo con i tempi, aggiornati insomma.
  • Cerca di promuovere il tuo brand, non solo attraverso dei link diretti verso il tuo sito, ma anche tramite le citazioni. Ad esempio, il sito Matico diventerà autorevole, non solo tramite gli articoli pubblicati, i link ricevuto, ma anche quando il brand Matico verrà citato su altri articoli o sui Social più diffusi.

Se riuscirai a garantire un mix delle condizioni indicate sopra, avrai compreso chiaramente come sopravvivere a Panda e ai suoi futuri aggiornamenti.

STRATEGIA NUMERO 3:  comprendi la Search Intent

Aggiornamento Algoritmo di Google e Search Intent

Google cerca di fornire la migliore risposta possibile ai propri utenti.

Mi pare di avertelo già detto, vero?

Più il contenuto che pubblichi sarà rilevante con il tipo di ricerca che viene fatta, più alta sarà la posizione del tuo articolo.

Quando ti appresti a scrivere un nuovo contenuto, focalizza la tua attenzione sul significato che c’è dietro la parola chiave utilizzata dall’utente.

Concentrare la propria attenzione sulla Search Intent, a mio parere, è la nuova seo.

Mi ricordo quale era la strategie che utilizzavo tempo fa per realizzare nuovi contenuti.

La prima cosa che facevo, era quella di collegarmi a Google Keyword Planner, ed effettuare la ricerca delle parole chiave più utilizzate inerenti ad un dato argomento.

Quando la lista era pronta, decidevo cosa scrivere basandomi sulle keyword che venivano utilizzate maggiormente.

E cominciavo a scrivere…..

Ma ora non è più così semplice.

Non basta scrivere un articolo intorno ad una keyword se non hai chiaramente compreso perché un utente la utilizza.

E qui entra in gioco la Search Intent.

Ricorda questo: keyword = domanda.

Quando un utente utilizza una keyword, è perché sta facendo una domanda.

Sta chiedendo a Google una risposta.

Se non comprendi quale è la risposta che l’utente si aspetta, allora potresti letteralmente buttare via il tuo tempo.

Potresti scrivere un articolo che non da la risposta (quindi nessun valore) che l’utente stava cercando.

Come è possibile comprendere la natura e il tipo di ricerche che un utente sta facendo?

Attraverso questa segmentazione proposta da Moz:

DOMANDE NAVIGAZIONALI: questo genere di ricerche sono fatte da coloro che vogliono visitare velocemente il sito che già conoscono. Ad esempio digitano il termine corriere, perché vogliono collegarsi con la home page del sito corriere.it

DOMANDE INFORMAZIONALI: in questo caso abbiamo un numero di ricerche più ampio. Sono quel tipo di ricerca che facciamo quando dobbiamo ad esempio sapere l’orario di apertura di un museo, o la programmazione di un cinema.

DOMANDE COMMERCIALI: qui siamo nella terra di mezzo. L’utente che digita questo genere di keyword è in una fase intermedia tra la semplice curiosità verso un prodotto e la voglia di acquistarlo. Per esempio, se digito cover iphone 6, non è così scontato che voglia procedere con l’acquisto, magari voglio solo vedere le varie offerte e proposte.

DOMANDE TRANSAZIONALI: anche in questo caso, l’acquisto non è scontato, ma è più probabile. In questo caso la ricerca potrebbe essere: “prezzo cover iphone”, “sconto cover iphone”, oppure “cover economica iphone”.

Ragionando tramite questa segmentazione, riusciamo a capire meglio il tipo di risposta che desidera avere l’utente e a creare, di conseguenza, un contenuto più coerente con essa.

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