Sapere come come pubblicizzare un sito su Internet è un arte!

Anzi, no.

Essere artisti richiede talento mentre per conoscere come pubblicizzare un blog e aumentare le visite al sito è sufficiente fare riferimento alle strategie di cui sto per parlare in questo articolo.

E ti posso assicurare che non sono strategie complesse, né tantomeno misteriose. Sono semplicemente delle tecniche che è necessario assimilare e adattare alle proprie esigenze.

Quello che importa è che sia effettivamente visibile.

Ogni sito ha la propria natura e quindi diversi saranno i modi necessari per aumentare le viste al blog e per creare un sito di successo.

Non importa se il tuo sito web sia stato fatto con WordPress o con Joomla, non importa se il tuo sito sia un semplice blog oppure un sito ecommerce.

Non importa se vuoi renderlo visibile sui motori di ricerca come Google oppure su Facebook.

E non importa nemmeno su vuoi pubblicizzarlo gratis o a pagamento.

Quale delle seguenti strategie è quella più adatta per te?

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1) CONTENUTI DI QUALITÁ

Prima di spiegare cosa intendo per contenuti di qualità voglio trovare una risposta a questa domanda.

Quale è l’obbiettivo ultimo di un motore di ricerca?

Semplice. Quella di fornire la migliore risposta possibile alla ricerca che l’utente sta facendo.

Per dare seguito a questo obiettivo, i motori di ricerca, Google in primis, hanno sviluppato degli algoritmi che cercano di stabilire quale siano le pagine (i contenuti) che meglio rispondono alle domande che l’utente pone.

Compreso questo aspetto, cerchiamo di definire quello che può essere inteso come contenuto di qualità.

Nota Bene: produrre contenuti di qualità è qualcosa che non finisce mai. Infatti, per aumentare le visite al proprio sito web, per ottenere sempre maggiori prospetti e per aumentare le vendite, è necessario produrre continuamente contenuto di qualità. Questa strategia viene comunemente chiamata Content Marketing.

Ora, quali sono i criteri per stabilire che un testo sia un contenuto di qualità?

Joe Pulizzi, scrittore e fondatore del sito Content Marketing Institute, dichiara che ce ne sono sei. Ecco quali:

  1. Aggiunta di valore: diciamolo francamente, Internet non è selettiva. Cosa intendo? Intendo dire che su Internet è possibile trovare una valanga di informazioni. Secondo Internetlivestats, nel momento in cui scrivo, su Internet ci sono 1,088,812,370 siti web, e ogni giorno vengono pubblicati oltre 3 milioni  di pagine. Questo significa che per distinguersi dal resto è necessario scrivere contenuti che rispondono alle domande specifiche, che riempiono delle lacune e che aggiungono reale valore, appunto. 
  2. Produzione costante: se vuoi aumentare le viste al blog devi sapere che c’è sopratutto una strada da seguire, quella di pubblicare contenuti in modo costante. E non ho mai capito quanto questo fosse vero fino a quando non l’ho sperimentato personalmente. Ho un blog, di cui un giorno forse parlerò, attraverso il quale ho pubblicato costantemente (3/4 articoli a settimana) articoli lunghi e di qualità su un periodo di 6 mesi. Il risultato, grazie anche ad altri fattori di cui parlo in questo articolo, è stato incredibile. Sono riuscito a generare oltre 20.000 visite mensili. E ho anche visto che, diminuendo la pubblicazione di nuovi contenuti, il sito continuava a crescere, ma molto più lentanemte.
  3. Scrivi in prima persona: ti è mai capitato di leggere articoli su temi interessanti ma che non avevano un anima? A me si. E più di una volta. Mi è capitato di leggere articoli pubblicati su siti aziendali che non erano in grado di coinvolgermi. Meglio leggere articoli scritti in prima persona, in cui era chiaro che dietro tante parole ci fosse una persona reale che riuscivo ad identificare anche solamente tramite un nome, un cognome e una foto. Un testo deve avere un anima, la tua!
  4. Punto di vista personale: mi capita spesso di rileggere le cose che scrivo e notare che spesso faccio uso del termine “noi”. Non so perché e da dove provenga questo “vizio”. Forse da quando facevo il liceo…. mah. Ma ho capito che è proprio un brutto modo di esporre le cose e sto cercando di risolvere questo modo di scrivere, anche se non mi viene naturale. Usare invece i termini “io” o “me” aggiunge un tocco personale all’articolo aumentando il livello di connessione con il lettore che sarà più coinvolto.
  5. No al linguaggio del venditore: quando cerchi di vendere un servizio o un prodotto stai cercando di “imporre” il tuo punto di vista alla persona che sta ascoltando. Se la persona che hai di fronte non è interessato all’acquista avrà solo una reazione possibile: scappare. Anche se il tuo obiettivo rimane quello di pubblicizzare un sito web e i suoi prodotti, il lettore non deve sentirsi spinto ad acquistare. Come già detto al punto uno, crea valore attraverso i tuoi contenuti, rispondi a delle domande specifiche che siano in grado di risolvere dei problemi che il lettore ha. Scrivere dei contenuti di questo tipo, ti permetteranno di acquistare credibilità e fiducia, elementi indispensabile per trasformare il lettore in cliente.
  6. Diventare autorevole: ne ho appena parlato al punto precedente, ma ne vale la pena riparlare. Quando ti capita di avere un problema o un dubbio, a chi ti rivolgi? Molto probabilmente a qualcuno che reputi autorevole e competente, non è così? Ora, per diventare autorevole agli occhi dei tuoi lettori hai solo una possibilità: creare contenuti di valore, in modo costante e pubblicati in modo gratuito. Se vuoi diventare autorevole agli occhi dei lettori e se vuoi che quest’ultimi consultino il tuo sito con grande frequenza devi produrre contenuti eccezionali.

Ora che hai compreso quali sono i principi che regolano i contenuti di qualità è necessario comprendere come questi contenuti vanno tradotti in un articolo.

Ed è quello di cui parlo ora.

L’articolo che stai leggendo, è diviso in varie sezioni, ognuna ha il suo scopo. Cominciamo allora dall’inizio.

COME SVILUPPARE L’ARTICOLO

Se vado a riguardare gli articoli che ho scritto molto tempo fa, mi rendo conto di quante cose siano cambiate da allora….

Usavo un approccio che ora è superato. I motori di ricerca evolvono e con esso il modo di scrivere.

Ora ti dico come mi organizzo per scrivere un articolo che voglio posizionare in prima pagina.

Step 1) Idee & Parole chiave

Ci sono tanti modi per avere degli spunti su cosa scrivere.

D’altronde, scrivere in modo costante, tipo una volta al giorno, non è certo facile.

Capita molto di frequente, almeno personalmente, di non avere idee su cosa scrivere.

E allora, per superare questi momenti di sconforto (sic….) faccio delle ricerche, leggo blog analoghi al mio, oppure navigo sui forum i siti Q&A (domande e risposte tipo Yahoo Answer) dove trovo degli spunti sempre molto interessanti.

Un altro interessante fonte di idee per i miei nuovi articoli è Google News. Facendo delle ricerche mirate in questa sezione di Google mi capita spesso di trovare degli spunti interessanti su ciò che mi interessa.

Una volta messo a fuoco l’argomento, faccio una ricerca della parole chiave su cui posso sviluppare il mio articolo.

Ad esempio, per l’articolo che stai leggendo mi sono concentrato sopratutto su queste tre parole chiave: come pubblicizzare un sito, aumentare visite sitoaumentare visite blog.

A seconda della lunghezza dell’articolo aggiungo ulteriori parole chiave strettamente legate alle principali. Per scoprirle utilizzo questo degli strumenti gratuiti come quello di cui parlo più in avanti.

Quello che faccio è semplice, inserisco la mia parola chiave di riferimento (es: come pubblicizzare un sito) e controllo i risultati. Tutte le parole che ritengo pertinenti cerco di inserirle in modo del tutto fluido e coerente con il testo dell’articolo.

In questo modo ottimizzo quello che sto scrivendo con il maggior numero di parole chiave possibile.

Step 2) AIDA

Ok, ora mi è chiaro l’argomento che voglio trattare le principali parole chiave di riferimento. Come procedo?

In realtà in questa sezione non do indicazioni pratiche. Fornisco invece il “modello mentale” che seguo per pensare a come strutturare l’articolo che sarà diviso in più parti.

Questo “modello mentale” prende il nome di AIDA:

  • Attenzione
  • Interesse
  • Desiderio
  • Azione

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Se sei uno che si interessa al web da tempo, è molto probabile che tu abbia già sentito parlare serie di passaggi che trasformano un visitatore in un prospetto oppure in un cliente.

Le applicazioni di questo schema sono infinite, io lo adotto anche nel momento in cui voglio scrivere un articolo che sia coinvolgente e che abbia lo scopo di ottenere delle conversioni. Conversioni che possono essere di tanti tipi diversi.

Le conversioni a cui mi riferisco possono essere delle condivisioni sui social, la visualizzazione di un video, il download di un report oppure l’iscrizione ad una news letter.

Solitamente quando si parla di conversione si intende una vendita, ma come appena detto, non è sempre questo il caso.

Per capire cosa si intende per AIDA spiego prima cosa significano le 4 fasi di cui è composta.

Attenzione: attirare l’attenzione del lettore deve essere il tuo primo obiettivo.  É il primo passaggio che devi adottare per ottenere la fiducia del lettore e cominciare a costruire con lui un rapporto che si basa su delle basi solide.

Per ottenere l’attenzione del lettore devi  far capire esattamente che tu sei in grado di risolvere uno specifico problema che l’utente sta cercando di risolvere. Non importa quello che vendi, quello che invece conta è che tu sia in grado di fornire le informazioni che l’utente sta cercando da tempo.

Interesse: non credere di aver risolto i tuoi problemi dopo aver ottenuta l’attenzione del visitatore. Dovrai continuare a “sudare” per continuare a tenere legato il lettore al tuo articolo. Per fare questo dovrai stimolare l’interesse del lettore.

Per stimolare l’interesse devi dimostrare di far capire che comprendi perfettamente il problema che l’utente sta cercando di risolvere e che, sopratutto sei in grado di risolvere.

Desiderio: in questa fase devi far capire che tu hai la soluzione, perché l’hai messa in pratica tu stesso. Fai capire che sei stato nelle stesse condizioni in cui ora è il tuo visitatore e digli che sai esattamente cosa fare. E fagli anche capire che se ci sei riuscito te, allora anche i tuoi lettori possono farlo.

Azione: se hai seguito e messo in pratica i consigli delle sezioni precedenti, allora la fase conclusiva di questo percorso è una semplice conseguenza. Se hai attirato l’attenzione del visitatore, stimolato il suo interesse, provocato in lui il desidero di conoscere quale è la soluzione giusta per lui, fargli fare l’azione che vuoi, sarà un gioco da ragazzi.

L’unica accortezza che devi seguire in quest’ultima fase è una chiara Call To Action.

In poche parole gli devi dire esattamente cosa deve fare per poter ottenere le informazione che cerca; che si tratti di un’iscrizione ad una news letter, che sia la visualizzazione di un vide oppure il download di un ebook.

Faglielo capire a chiare lettere e rendi la procedura semplice.

Ora che hai compreso cosa significa AIDA, faccio un esempio pratico in modo da passare dalla teoria alla pratica.

E in questo modo spiego i passaggi che seguo per creare un articolo di qualità (perlomeno è quello che spero…).

Per spiegarlo meglio faccio un esempio pratico. Supponiamo che ho deciso quale è l’argomento che voglio trattare e che nel nostro esempio è: corso seo.

Come organizzo il fusllo di lavoro? In queso modo

  1. Ricerca parole chiave
  2. Titolo che attragga l’attenzione
  3. Introduzione che crei interesse
  4. Testo che costruisca desiderio
  5. Finale che contenga una Cal To Action

Allora, per lo step numero uno, stabilita la parola principale che per praticità nel mio esempio è corso seo, mi collego con il sito sito Keywordtool.io. Inserisco la keyword scelta e verifico i risultati come quelli indicati dall’immagine che segue:

Come aumentare le visite di un sito scegliendo le parole chiavi più idonee

L’immagine non le riporta tutte, ma lo strumento è stato in grado di individuare 160 parole chiave strettamente legate alla parola chiave che ho inserite. Trattandosi di un corso online e non svolto in un luogo specifico, alcune keyword non saranno utili al nostro scopo, perché non perfettamente centrate (es: corso seo roma, torino, bologna, ecc.), ma altre si (es: corso seo online, google, sem, ecc.).

La lista di keyword scelte mi servirà per la stesura del testo. Il mio obiettivo è di includerle tutte in modo naturale e senza forzatura. Altrimenti corro il rischio di rendere un testo poco leggibile, oltre al rischio di subire una penalizzazione da parte di Google.

Ora viene il momento di pensare al titolo. In questo caso devo tenere presente du due regole fondamentali. La prima è che deve contenere la principale parola chiave e, se possibile, anche altre, la seconda è che sia accattivante, ricordi quanto detto prima?

Esempio 1: Corso seo online che anche un bambino saprebbe applicare

Esempio 2: Corso seo per WordPress, gratis finalmente!

Per rendere questi titoli ancora più accattivanti è possibile aggiungere termini come “migliore”, “completo”, “avanzato” “2016” (nel caso in cui si riferisca ad un corso di questo anno), ecc.

Ora concentriamoci sull’interesse. Solitamente cerco di creare interesse nel lettore nell’introduzione dell’articolo.

L’introduzione mi serve per anticipare le cose di cui andrò a parlare, svelando qualche particolare in più. Per esempio potrei scrivere:

Mi sono trovato anche io nella situazione in cui sei tu, adesso. Il tuo sito è stato pubblicato, i contenuti sono stati realizzati con tanta passione e dopo tante ore di ricerche ma il tuo contatore delle visite si muove a mala pena….  Allora ti prende quella voglia di mollare tutto e dedicarti ad altro. Aspetta, non mollare. Sappi che la soluzione ai tuoi problemi è proprio qui, davanti ai tuoi occhi. Continua a leggere questo articolo perché ti sto per presentare il mio corso seo online. Un corso seo utile sia per WordPresso che per Joomla, un corso seo che ti permetterà di conquistare la prima pagina su Google

Questo esempio (e ripeto esempio) è un modo per ottenere da una parte l’interesse di chi cerca un corso seo, e dall’altra un modo per utilizzare, oltre alle keyword utilizzate nel titolo, anche altre.

Adesso penso al testo, oppure se preferisci, al modo con il quale far crescere ed aumentare il desiderio nel lettore.

Per fare questo utilizzo una sequenza ben precisa approfondendo i punti rappresentati dall’introduzione.

Quello che faccio infatti è descrivere più nel dettaglio i punti accennati all’inizio. E questi punti sono principalmente:

  1. Metto in evidenza i problemi: i contenuti del bog vengono ignorati, nessuno li legge
  2. Amplio l’eco dei problemi: c’è chi ha un sito peggiore del tuo ma riesce a guadagnare, tu no
  3. Rendo il problema ancora peggiore: ma c’è di peggio, hai speso tempo e denaro per non ottenere nulla
  4. Introduco la soluzione: finalmente stai per conoscere anche tu le strategie per ribaltare la situazione
  5. Prova quello che stai dicendo: ti faccio vedere i risultati che ho ottenuto con le strategie che stai per scoprire
  6. Riassumi tutti i punti di forza della tua soluzione: questo corso contiene tutte, ma proprio tutte, le strategie per avere successo.
  7. Paura: se non usufruisci di questo corso, avrai buttato soldi e denaro e non sarai in grado di ottenere più visite e più clienti
  8. Scarsità: specifico che il corso online è gratuito ancora per poco, agisci adesso o lo perderai per sempre

Gli otto punti appena esposti rappresentano le linee guida che seguo quando scrivo degli articoli di un certo tipo. Espandi e descrivi nel dettaglio ogni punto e varrà fuori un testo che alla fine centrerà il tuo obiettivo: convertire.

Se hai seguito questa sequenza, introdurre la Cal To Action sarà facile. Di a chiare lettere che per ottenere, ad esempio, questo corso seo, devono inserire il proprio indirizzo in una form appositamente preparata, oppure cliccare sul link per scaricare un pdf.

Arrivati a questo punto infatti, l’utente avrà solo una cosa in mente, avere il corso seo che tanto abilmente hai creato.

Sono giunto alla fine della prima strategia per pubblicizzare e ottenere più visite del tuo sito. Saprai cioè come deve essere fatto un contenuto di qualità e come deve essere sviluppato.

NOTA BENE: non tutti gli articoli hanno lo scopo di convertire, questo significa che invece di dare la soluzione al lettore tramite un ebook od un video da vedere, potresti preferire di fornirla (la soluzione, intendo) direttamente nell’articolo che hai appena creato. In questo caso quindi, la fase finale dell’AIDA, cioè l’azione, non è richiesta, dal momento che tutto è contenuto nell’articolo.

Step 3) RILEGGI E COMPLETA

Dopo aver scritto tanto, rileggi l’articolo, correggi dove è necessario e ricorda di:

  1. Aggiungere immagini strategiche e utilizzando le keyword principali nel nome del file e nel tag alt
  2. Aggiungi dei link legati ad articoli rilevanti già presenti sul tuo sito
  3. Aggiungi link a risorse e siti esterni autorevoli che completino quello che hai appena scritto.

2) GUEST POSTING

Hai presente tutto quello di cui ho parlato fino ad ora?

Allora sappi che quello di cui dovrei parlare ora sono esattamente le stesse identiche cose descritte in precedenza.

La sola ed unica differenza è che se prima mi riferivo ai contenuti che devi produrre per il tuo sito, ora li devi pensare per i blog degli altri….

No, non sono impazzito, sto solo dicendo che un altra strategia per pubblicizzare il tuo sito è quello di scrivere per i siti altrui, cioè fare Guest Posting.

Mi vado a spiegare meglio.

Cosa significa fare Guest Posting

Per Guest Posting si intende la pubblicazione di un tuo articolo su dei siti non tuoi, su dei siti che sono disposti ad pubblicare degli articolo legati ad un determinato argomento che siano scritti da persone che non fanno parte della loro redazione.

I vantaggi di questo genere di pubblicazione sono essenzialmente tre:

  1. Ottieni dei backlink che ti ricordo essere uno dei fattori più importante per il posizionamento
  2. Ti proponi come figura autorevole
  3. Ottieni traffico diretto verso il tuo sito

La parte difficile però di questa strategia è quella di trovare i siti che siano disposti ad ospitare un tuo articolo e che magari sia anche un sito autorevole.

Per quanto riguarda il modo di scrivere un articolo che abbia maggiori probabilità di essere accettato, fai riferimento alla sezione precedente. Per quanto riguarda invece quali sono le tecniche che ti consentono di trovare i siti più idonei, continua a leggere questo articolo.

Prima fondamentale regola: cerca solo siti legati al tuo tema.

E’ inutile cercare di cercare di inviare articoli a siti che parlano di cucine, se tu ti occupi di arredamento. E i motivi di questo sono due: il primo è che al 99,99% la tua richiesta verrà cestinata, il secondo è che, anche se dovessi beccare l’unico sito disposto a pubblicare l’articolo, il link che otterresti varrebbe molto poco, e nessuno dei lettori del sito verrà a visitare il tuo.

Pubblicar articoli su siti non pertinenti al tuo non ha senso. Semplice.

La mia esperienza con il Guest Posting

Ho pubblicato solo un guest post in vita mia, ma le visite dirette e indirette che ha generato sono state tantissime.

Ecco cosa ho fatto.

La prima cosa che ho fatto è stata quella di cercare un blog a tema che fosse conosciuto e che generasse molte visite. Frequentando alcune comunità seo su Facebook, sono venuto a conoscenza del blog Il Tagliaerbe di Davide Pozzi.

Sono entrato in contatto con lui via Facebook e abbiamo scambiato alcuni messaggi Mi ha detto che era disposto a pubblicare il mio guest purché rispettasse le sue linee guida.

La seconda cosa che ho fatto è trovare un tema coinvolgente che destasse attenzione e magari anche dibattito all’interno della comunità che gravita intorno al blog.

E’ chiaro che maggiore fosse stato l’interesse creato, maggiore sarebbero state le visite verso il mio sito, dal momento che, in fondo all’articolo, c’era i miei riferimenti.

Per farla breve, questo è l’articolo che ho scritto: Google, paladino del web o arbitro incapace?

Si tratta di una ricerca che ho fatto a proposito di un sito autorevole che adottava una strategia border line per ottenere la prima pagina per una keyword molto ricercata e molto competitiva come “web marketing”.

Come avevo immaginato, l’argomento e le mie scoperte hanno acceso un ampio dibattito che è andato oltre il sito. Se ne è parlato molto anche su Facebook. Ecco alcuni screenshot:

traffico-guest-post

Come vedi, ci sono stati oltre 20 “mi piace” e addirittura 58 commenti.

L’articolo invece ha generato 47 commenti, risultando uno degli articoli più commentati in assoluto, un bel risultato, non c’è che dire.

Per la cronaca, anche i titolari del sito “sotto accusa” hanno replicato portando le loro ragioni, sia sull’articolo, sia su Facebook.

Questo breve riassunto mi è servito per descrivere quali enormi potenzialità ha la pratica dei Guest Post purché venga fatto in un certo modo.

Come faccio a trovare siti disposti a ospitare dei guest post?

Facendo su Google questo tipo di ricerche:

Invia Guest post + keyword
Guest post scritto da + keyword
Diventa un Guest Poster + keyword
Pubblica su + keyword
Invia articolo + keyword
Invia notizia + keyword
Articolo scritto da + keyword
Contribuisci + keyword

Al posto di keyword basterà inserire una delle principali keyword che meglio rappresentano la vostra nicchia. Esempio: Invia Guest post + web marketing (quando fai la ricerca non utilizzare il carattere +).

Fare questo tipo di pubblicazioni, sopratutto se lo farai su siti autorevoli, ti permetterà di far aumentare le visite al tuo sito in maniera davvero unica.

3) ALTRI 8 MODI PER PUBBLICIZZARE IL TUO SITO SU INTERNET

Dopo 3500 parole forse vorrai riposarti un po’. Allora facciamo una cosa, scarica in formato pdf questo articolo. All’interno troverai anche gli altri 8 modi su come aumentare le visite del tuo blog. Inserisci il tuo indirizzo, ti spedisco subito la guida, gratuitamente.

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